Un americano in Cina. Non è l’inizio di una barzelletta, ma il proseguo naturale di una storia reale. Dopo che “L’americano” di Massimiliano Virgilio (edito Rizzoli) ha varcato il confine asiatico, era solo questione di tempo. Il suo romanzo è piaciuto così tanto che sono stati tradotti in cinese anche i suoi testi precedenti e, ora, l’autore napoletano è stato invitato in Cina per presentarli.

La Cina accoglie Massimiliano Virgilio

All’Istituto italiano di cultura e all’Università di Pechino lo scrittore Massimiliano Virgilio, responsabile delle pagine culturali di Fanpage.it, presenterà "Più male che altro" (2008), finalista al Premio Zocca e al Libro Fahrenheit dell’anno, "Arredo casa e poi m’impicco" (2014), che ha vinto il Premio Arena 2014, e “L’americano” (2017), tradotto in cinese nel 2018 dopo essere aver riscontrato già un grande interesse in Italia. Con quest'ultimo testo l'autore si è aggiudicato il Premio Porta d’Oriente ed è arrivato finalista al Premio Cortina.

In programma anche tanti altri eventi che vedranno lo scrittore impegnato in prima linea nella promozione della cultura italiana. Dopo il caso di Roberto Saviano e Elena Ferrante, Massimiliano Virgilio è uno dei pochi fortunati a poter dire di essere letto in Cina. E lo scrittore, consapevole dell’eccezionalità dell’esperienza vuole approfittarne proprio per conoscere il suo pubblico:

La mia più grande curiosità è incontrare i lettori di laggiù, conoscerli da vicino, capire cosa può incuriosirli delle mie storie italiane e del mondo che ho da portare. Non parlo una parola di cinese, ma non sarà difficile capirsi tra il ricco vocabolario dei gesti e quello letterario, le due lingue che da napoletano e scrittore preferisco di gran lunga a tutte le altre.

Massimiliano Virgilio porta Napoli a Pechino

Il 9 giugno alle ore 19:00 Virgilio sarà all'Istituto Italiano di Cultura di Pechino, il 12 giugno al Tongzhou Yueqingshan Bookshop e il 13 giugno a Beijing all'Università di Lingua e Cultura.

Tra le tematiche dei suoi romanzi l'amicizia e la famiglia, l'importanza di conservare le proprie radici, la Napoli di Saviano e della Ferrante, ma soprattutto una città camaleontica che non si lascia ingabbiare sotto nessuna facile etichetta. Un po' come questo autore, sensibile ma sfuggente, capace di parlare ai cuori di lettori così diversi fra loro ma ugualmente affamati di belle storie.