Dopo quasi 70 anni torna la lirica a Varese. Domenica 10 marzo alle 17, infatti, al teatro Openjobmetis del capoluogo varesino, in scena il "Don Giovanni" di Mozart per una produzione che comprende oltre duecento persone, quasi tutte locali. Di Varese anche la regista della messinscena, Serena Nardi, che ha spiegato:

La nostra città ha un passato lirico importante nell’800 era una delle realtà nazionali più attive. Qui Verdi e Puccini testavano le loro opere prima di andare in scena alla Scala. Dall’abbattimento nel 1953 dello storico teatro cittadino c’è stato però un lento e continuo impoverimento dell’offerta, speriamo che il nostro Don Giovanni sia un primo passo verso il ritorno di Varese nelle tappe dei circuiti lirici più importanti d’Italia, in fondo ci sono già tutte le altre province lombarde.

Oltre la regia, anche il coro e l'orchestra sono in gran parte provenienti dalla città di Varese. Un modo sostenibile produttivamente per riportare la lirica in città e mettere a punto un'offerta teatrale a “chilometro zero” sostenuta dal sindaco di Varese Davide Galimberti:

Il Comune nell’ultimo anno ha ovviamente sostenuto eventi culturali. Diventa però importante organizzarli in loco perché, per quanto non si voglia rifiutare l’acquisto di “prodotti finiti”, le risorse da investire sono sempre meno. È quindi un elemento da sottolineare quest’inversione di tendenza, con la ricerca di autoprodurre l’offerta culturale. Una politica di piccoli passi sempre più necessaria.

Nelle quasi 200 persone coinvolte nella produzione, come detto, una gran parte sono varesini.