Lockdown è una parola inglese minacciosa. In questi mesi, con il nascere dell'epidemia da Coronavirus in Cina e poi con la sua diffusione nel nostro Paese, abbiamo imparato a conoscerla e poco alla volta stiamo imparando a conviverci. A maggior ragione dopo le drastiche misure decise dal Governo italiano per limitare gli effetti di quella che l'Oms ha definito ormai essere, in tutto il mondo una pandemia. Ma cosa significa precisamente lockdown?

Lockdown, il significato della parola inglese

Innanzitutto, c'è da dire che lockdown nasce dall'unione di due termini inglesi, "lock" e "down", cosa che genera un'unica parola. Lockdown, in inglese, si scrive di filato, senza interruzioni. In italiano i termini più adatti per tradurlo sono "isolamento", "blocco". Nel caso in cui venga usato come un verbo ("to lockdown") il modo più appropriato per tradurlo nella nostra lingua è "blindare", "bloccare".

Cosa succede con il lockdown di un luogo

Genericamente con la parola lockdown si definisce un protocollo di emergenza che impedisce alle persone o alle informazioni di muoversi da una determinata area per salvaguardarne la salute e, in taluni casi, la vita stessa. Che è quanto accaduto nei mesi scorsi a Whuan e nella provincia dello Hubei, in Cina, e quanto sta accadendo da noi in questi giorni. Anche se non con lo stesso grado di intensità. Di solito tale protocollo di emergenza viene avviato dalle autorità. I blocchi possono anche essere utilizzati per proteggere le persone all'interno di una struttura o, ad esempio, un sistema informatico da una minaccia o altro evento esterno.

In casi meno gravi di quello a cui stiamo assistendo attualmente, si parla anche di lockdown di edifici, attraverso il blocco delle porte che conducono all'esterno sono chiuse in modo tale che nessuna persona possa entrare o uscire. Un blocco completo di solito significa che le persone devono rimanere dove sono e non possono entrare o uscire da un edificio o da stanze all'interno di un edificio. Se le persone si trovano in un corridoio, dovrebbero recarsi nella stanza chiusa e sicura più vicina.

Gli eventi storici in cui abbiamo avuto il lockdown

Nel settembre 2001, sulla scia degli attacchi dell'11 settembre allw Twin Towers di New York, fu avviato un blocco di tre giorni dello spazio aereo civile americano.

Quattro anni dopo, nel dicembre 2005, la polizia del Nuovo Galles del Sud, in Australia, avviò un blocco della Sutherland Shire e di altre aree di spiaggia del Nuovo Galles per contenere la rivolta di Cronulla tra suprematisti bianchi e la polizia australiana. Un esempio di lockdown di un campus/scuola è stato dimostrato all'Università della British Columbia (UBC) il 30 gennaio 2008, quando è stata creata una minaccia sconosciuta e la Royal Canadian Mounted Police (RCMP) ha emesso un blocco su uno degli edifici del campus per sei ore, isolando l'area. Il 10 aprile 2008, due scuole secondarie in Canada sono state chiuse a causa di sospette minacce di armi da fuoco. La George S. Henry Academy fu rinchiusa a Toronto, in Ontario, mentre la New Westminster Secondary School fu chiusa a New Westminster, nella British Columbia.

Il 19 aprile 2013, l'intera città di Boston è stata chiusa e tutti i trasporti pubblici sono stati fermati durante la caccia all'uomo del terrorista islamista Dzhokhar e Tamerlan Tsarnaev, i sospettati dell'attentato alla maratona di Boston, mentre la città di Watertown è rimasta sotto il pattugliamento della polizia armata, durante ricerche sistematiche casa per casa.

Nel blocco di Bruxelles del 2015, la città è stata chiusa per giorni mentre i servizi di sicurezza hanno cercato sospetti coinvolti negli attacchi di Parigi del novembre nello stesso anno. Sempre nel 2015, una minaccia terroristica ha causato la chiusura del Distretto scolastico unificato di Los Angeles del 2015.