Se invece ci fosse chi ha riaperto e non vedeva l'ora di farlo nonostante il lockdown? Succede a Messina, a La Gilda dei Narratori – Ubik di Messina di Alessandra Morace, che ieri ha alzato la serranda come previsto dal provvedimento governativo di riapertura di librerie e cartolerie di cui si è discusso (forse fin troppo) durante le festività pasquali. Tra i primi a entrare nel punto vendita, naturalmente dotato di guanti e mascherina, c'era il giornalista e scrittore Francesco Musolino, che in questa piacevole e vitale libreria siciliana, è di casa.

"Alessandra è la mia compagna e  spesso mi ritrovo qui a darle una mano, oggi è un giorno speciale dopo diverse settimane di chiusura". L'autore de "L'attimo prima" (Rizzoli) e "Le incredibili curiosità della Sicilia. Un viaggio di città in città per comprendere la vera anima dell'isola" (Newton Compton Editori), non nasconde la gioia per la riapertura: "Chiunque viva di libri e tra i libri sa che una libreria aperta, anche in una città vuota, è un segnale importante. Per i cittadini sapere che c'è una luce accesa in fondo alla strada, è un simbolo, ma non solo. Vuol dire che ci siamo, che ci saremo. Per i lettori è fondamentale sapere che qui c'è la loro libraia di fiducia."

Un'altra storia, insomma, rispetto a quelle che abbiamo raccontato in questi giorni, soprattutto di librai contrari alla riapertura. E nonostante il fatto che a conti fatti ieri, da Nord a Sud del Paese, fossero davvero poche le librerie riaperte. In proposito, Musolino riflette: "Sia la scelta di aprire, sia quella di restar chiusi sono entrambe lecite. Capisco bene chi non se la sente o chi materialmente non può farlo. Ci mancherebbe altro. In una fase così delicata dividersi tra librai, scrittori ed editori anche su questo sarebbe folle. L'importante è ricominciare a vivere. Certo, dovremo convivere col virus ancora per un po'. E i librai, come tante altre categorie di persone esposte, sono a mio avviso degli eroi. Anche perché chi conosce questo settore sa quanto non ci sia da arricchirsi, ma soltanto (se ti va bene) riuscire a vivere del tuo lavoro."

Pacchi di libri pronti per essere consegnati a domicilio (fonte: Facebook La Gilda dei Narratori – Messina)
in foto: Pacchi di libri pronti per essere consegnati a domicilio (fonte: Facebook La Gilda dei Narratori – Messina)

Al di là del ruolo sociale di una libreria aperta in questo momento, in concreto come riesce a sostenersi economicamente una libreria come La Gilda dei Narratori? "Con chi come me, e sono già tanti, oggi si è messo in fila per entrare in libreria ed acquistare qualche titolo, ma soprattutto con la consegna a domicilio" ci spiega Francesco Musolino. "Nelle settimane di quarantena che ci siamo appena lasciati alle spalle, la libreria è andata avanti consegnando in 24 ore in tutta la città gratuitamente. Dai libri di narrativa presenti nel punto vendita ai libri per ragazzi, fino al materiale necessario per divertirsi a casa, come pastelli e volumi per il disegno. C'è stata una domanda importante, certo non corrispondente a un normale incasso giornaliero, ma il bisogno sociale di libri, di colloquio con la propria libraia di fiducia è stato e sarà importante. Ed è secondo soltanto a quello di avere qualcuno che ti consegni la spesa e i medicinali più urgenti a casa".

"E il domani?" proviamo a chiedere. "Come lo immagini?". "Restare aperti, seguendo tutte le disposizioni di legge, ma con la fierezza di giocare un ruolo importante nella ripresa della cultura" dice Musolino. "Ogni scrittore, libraio, redattore di casa editrice, piccolo editore, può e deve contribuire alla ripresa. Ciascuno ricoprirà un ruolo fondamentale. Anzi. Già lo sta facendo."

Un ospite a quattro zampe de La Gilda dei Narratori – Ubik di Messina (fonte: profilo Facebook della libreria)
in foto: Un ospite a quattro zampe de La Gilda dei Narratori – Ubik di Messina (fonte: profilo Facebook della libreria)

"E nel giornalismo?" gli chiediamo. "Visto il tuo lavoro quotidiano dalle colonne de Il Messaggero alla Gazzetta del Sud, che ruolo avrà?"

"Il giornalismo, in particolare quello culturale, sta vivendo una fase complicata" conclude Francesco Musolino. "Perché fa difficoltà a trovare notizie fresche con i libri che non escono e le chiusure di musei e cinema. Tuttavia è altrettanto importante che, nel suo complesso, adesso il giornalismo punti al racconto di ciò che stiamo vivendo, concentrandosi sul presente, assumendosi la responsabilità del racconto della realtà. Esistono molte storie interessanti di cui ancora non abbiamo scritto, esistono libri dimenticati di cui potremmo iniziare a occuparci. Partiamo da quelli".