La reunion dei CSI: “È un incubo bellissimo. Non ci separammo per il primo posto, ci eravamo consumati”

I CSI sono tornati ufficialmente insieme. Dopo mesi di voci, mezze ammissioni: con l'annuncio del tourquesta reunion è stata ufficializzata. Qualche giorno fa alcuni giornalisti hanno raggiunto la band a Marzabotto, proprio in quel parco di Montesole che dà il titolo a un album dei PGR, la terza rinascita del progetto. Nella Casa della memoria – che ricorda l'eccidio nazista – ci sono tutti e sei i componenti dei CSI: Giovanni Lindo Ferretti, Massimo Zamboni, Gianni Maroccolo, Ginevra Di Marco, Francesco Magnelli e Giorgio Canali. Tutti insieme, sorridenti (più o meno) sul palco. Qualcosa che, quando la band si sciolse, in pochi pensavano di poter rivedere. Compresi loro.
Ferretti è l'anima di questo gruppo: loquace, sorridente, ironico. Risponde principalmente lui alle domande, assieme a Gianni Maroccolo sembra il più entusiasta del gruppo. Tutti raccontano un pezzo di quella storia, che è un pezzetto anche di storia della musica italiana. Si sente che ci sono ancora crinali scivolosi, eppure sembrano tutti contenti di essersi incontrati qualche mese fa e aver deciso di rimettere su questi concerti. Un progetto, "In viaggio", che prevede anche un film e un paio di viaggi in Mongolia. Ferretti è in forma smagliante, racconta sorridente quella storia, ricorda i momenti difficili passati assieme, come fanno anche gli altri e si rifiuta di rispondere a domande politiche. Anzi, più che altro le smarca sostenendo che quando è con i CSI risponde da cantante maschile della band.
"In viaggio" è un progetto in fieri, lo ripetono spesso. C'è il tour che partirà da Marzabotto (luogo fondativo del loro immaginario), attraversando l'Italia e toccando altri luoghi simbolici come Alba. Ad Alba si è tenuto uno dei concerti memorabili della band. Un concerto che ricordano come disastroso, con enormi problemi tecnici, impossibilità di contenere tutta la gente che voleva vederli ed erano già insormontabili le divergenze all'interno del gruppo. Queste divergenze sono state affrontate più volte, durante la conferenza stampa. Maroccolo dice che per lui i concerti di Mostar sono stati quelli in cui ha capito che quell'esperienza era arrivata alla fine.

Eppure, nonostante tutto, la band è tornata. L'esperienza dei CCCP ha cambiato qualcosa. Tutti hanno cominciato a chiedere della reunion dei CSI, qualcosa che inizialmente volevano evitare. Poi è successo che Ferretti ha mandato un messaggio: "Lasciatemi in pace tutto agosto, devo riposarmi, non voglio sapere niente, però da settembre, se siete interessati, anche soltanto per vederci, io ci sono". E alla fine si sono visti e hanno deciso di dare il via a questa nuova avventura. Un'avventura che comincerà e terminerà in Mongolia, luogo simbolo per Ferretti e la band. Lì andranno Ferretti (in treno) e Zamboni, da soli, visto che Maroccolo è impegnato con la reunion dei Litfiba. Terranno il "C.S.I. Preludio: Ferretti/Zamboni” al PlayTime Festival che li ospiterà anche nel 2027 con un concerto al completo.
Ma questa avventura diventerà anche un film diretto da Davide Ferrario e prodotto da Damocle, la casa di produzione indipendente fondata da Valerio Mastandrea e Francesco Tatò. Spesso le reunion sembrano qualcosa di plasticoso e farlocco. Di poco autentico. Qua sembra qualcosa di diverso. Intanto perché ognuno dei componenti della band ha progetti propri, avrebbe potuto tranquillamente continuare a farsi i fatti propri, invece rischiano di rivivere conflitti e incomprensioni. Ma lo spiega bene Zamboni quando facendo ridere la sala parla di un incubo. "Sarà bello vedere tutto il tempo che è passato sopra le canzoni, sopra i testi, sopra di noi mi accingo a questa esperienza con una grande energia che già si percepisce fra di noi ed è quella che, appunto, poi muove le cose al di là dei nostri pensieri. Ma io ho sempre pensato a questa eventualità come a un incubo" dice.
Ma è un incubo sopportabile. Zamboni, infatti, continua: "È un incubo perché lo è già stato coi CCCP, un incubo bellissimo. Sono stati tre anni, 24 ore al giorno, di impegno, di lotta e quello che abbiamo ottenuto è enormemente superiore al peso di questo incubo. Ognuno di noi è in viaggio, ognuno di noi ha altri progetti: io ho un album pronto, dei libri da scrivere e una parte di me, ogni volta che qualcosa mi porta altrove, dice "Ti porta via da te" (…). Purtroppo abbiamo finito nella maniera più drammatica possibile, io ho sofferto moltissimo e non potevamo neanche litigare".
"Ko de mondo" fu una sorpresa, "Linea Gotica" non doveva neanche uscire, quando la major l'ascoltò pensò a uno scherzo, "volevano chiamarlo ‘Fuori catalogo'". Nel 1996 "Tabula Rasa Elettrificata" andò prima in classifica, riuscì a incunearsi ed è qualcosa di cui ancora nel mondo dei rockettari si parla. È vero che era un bel periodo per il rock italiano, ma comunque un album come quello in testa non era auspicabile. Quel primo posto aiutò la band nella ricezione da parte del pubblico; lo spiega Magnelli che racconta di come "puoi dare il meglio e il peggio di te, ma sei su un'onda positiva che per un po' ti porta su indipendentemente da quello che scrivi e come suoni". Ma quel primo posto ruppe qualcosa? "I CSI si sono sciolti per colpa del primo posto, ma perché, diciamo così, sinteticamente si erano consumati, ma non per colpa di questo" chiosa Maroccolo.
Cosa significa cantare di nuovo queste canzoni, oggi? "Non sappiamo dare una risposta univoca – dice Ferretti -, per 10 anni abbiamo raccontato tramite la musica il nostro vivere, la musica è una categoria dello spirito oltre che della carne per cui non puoi chiederle più di ciò che ti può dare. Raccontiamo le difficoltà del vivere senza avere un’ideologia che le sostiene. ‘Cupe Vampe‘ nacque perché erano le cose che succedevano intorno a noi. Cosa voglia dire fare ‘Cupe Vampe‘ 30 anni dopo non so, certo è che il mondo non è migliorato. Non abbiamo la soluzione alle domande, raccontiamo con la nostra musica il mondo in cui viviamo e ciò che ci tocca vivere. Ma vorremmo essere più leggeri di quello che siamo". L'appuntamento, intanto, è per il 28 agosto a Marzabotto, per ricominciare questa avventura.