La famiglia di Michele Merlo ricorre in appello dopo il no al risarcimento: “La sua vita non è una percentuale”
Nei giorni scorsi il Tribunale civile di Vicenza aveva rigettato la richiesta di risarcimento presentata dalla famiglia di Michele Merlo. I genitori del cantante di Amici si erano rivalsi contro il medico di base Pantaleo Vitaliano reo, secondo loro, di aver sbagliato diagnosi e avere così diminuito le possibilità di salvarlo dalla leucemia fulminante che lo ha ucciso. Merlo, infatti, si era rivolto a lui dopo la comparsa di un edema alla gamba destra, prima con una mail e successivamente andando al suo studio di persona. Ma la diagnosi fatta dal medico di medicina generale era sbagliata e pochi giorni dopo il cantante sarebbe stato trasportato d'urgenza all'ospedale di Bologna dove sarebbe morto.
La famiglia Merlo, quindi, ha deciso di ricorrere in appello e, al contempo, ha aperto una raccolta fondi per chiedere aiuto nel sostegno alle spese legali che questa nuova fase processuale porterà. Nonostante il Giudice abbia rigettato la richiesta, aveva sottolineato la negligenza da parte del dottore, nonostante ciò, però, non ha rilevato che tra questa diagnosi sbagliata e la morte del cantante ci fosse un nesso così forte da portare al risarcimento. Secondo il giudice, infatti, anche se gli esami fossero stati richiesti tempestivamente, la terapia non sarebbe cominciata in tempo e le possibilità che Merlo si salvasse sarebbero state basse e comunque le probabilità di sopravvivenza a sei mesi sarebbero state solo del 30%.
Una giustificazione che non aveva convinto i genitori del 28enne: anche se le possibilità fossero state ridotte, hanno spiegato, sarebbe valsa la pena provarci. "È difficile accettare che, nonostante l’appurata negligenza del medico di base di Michele, il valore della vita di nostro figlio sia valutato in percentuali e in probabilità. Come se anche solo l’1% di probabilità di sopravvivenza non fosse abbastanza per provarci" avevano detto, sottolineando che questo ragionamento toglieva valore alla vita umana e che anche un solo giorno in più con il figlio avrebbe avuto valore: "Non vogliamo rinunciare a ottenere quella giustizia che aspettiamo ormai da cinque anni".
L'Associazione Romantico Ribelle, nata per mantenere vivo il ricordo di Michele Merlo, ha anche aperto una raccolta fondi per sostenere la famiglia a coprire le spese legali con l'obiettivo di dare "un segno tangibile che il ricordo di Michi non è svanito e che la sua vita non valeva solo una percentuale di rischio ma aveva un significato importante per tutti noi".
La morte dell'ex concorrente di Amici è arrivata per una leucemia mieloide acuta che non è stata immediatamente diagnosticata. Dopo una prima mail al suo medico di base, che gli aveva risposto che quell'indirizzo era solo per le richieste di terapia cronica, Merlo si era rivolto al pronto soccorso di Cittadella che gli aveva assegnato un codice bianco, ma dopo un'attesa di oltre due ore era andato via. Tornato da Vitaliano, gli era stato diagnosticato un trauma dovuto a una botta presa durante un trasloco. Pochi giorni dopo, però, la situazione peggiorò, con l'arrivo di mal di gola e febbre, e Merlo si rivolge all'ambulatorio di continuità assistenziale di Vergato, dove gli viene prescritto un antibiotico per la tonsillite. Finché un crollo lo porta all'ospedale di Bologna dove gli viene diagnosticata la leucemia: a quel punto Merlo entra in un coma dal quale non sarebbe più uscito.