Annina, a 97 anni dona il fegato e salva una vita, la famiglia: “È un messaggio da urlare”
Aveva 97 anni e avrebbe compiuto 98 anni il prossimo 22 novembre. Ma anche dopo la morte, Annina Sensi, originaria di Montale, in provincia di Pistoia, è riuscita a salvare una vita grazie alla donazione del fegato. La donna è morta la scorsa settimana all'ospedale San Jacopo di Pistoia per un'emorragia cerebrale. Dopo aver ricevuto il consenso dei familiari, i medici hanno proceduto con il prelievo dell'organo, che è stato poi trapiantato con successo. Una scelta che i parenti hanno voluto raccontare per sensibilizzare sull'importanza della donazione degli organi.
A dare l'allarme era stata una vicina di casa. La mattina di venerdì 23 ottobre aveva notato le luci accese nell'abitazione di Annina, senza però vedere movimenti all'interno. Dopo aver bussato senza ricevere risposta, ha avvertito i familiari. La figlia Daniela, arrivata poco dopo, ha trovato la madre a terra. La donna era ancora viva ed è stata trasportata d'urgenza al San Jacopo, dove è stata ricoverata in terapia intensiva. Il giorno successivo, alle 13.30, è stato dichiarato il decesso secondo i criteri previsti per l'accertamento della morte cerebrale.
A quel punto i medici hanno illustrato ai parenti la possibilità di procedere con il prelievo del fegato, nonostante l'età avanzata della donna. A parlarne con loro è stato Eufrasio Girardi, direttore della struttura Donazione organi dell'Asl Toscana Centro. "Ci ha detto che c'era questa opportunità: donare il fegato della nonna, perché è un organo che non invecchia", ha raccontato la nipote Fabiana Guerri a La Nazione. A rendere possibile l'intervento ha contribuito anche il gruppo sanguigno di Annina, B positivo, presente in circa il 7% della popolazione. "Potevamo salvare una vita", ha ricordato la nipote.
La famiglia ha accettato senza esitazioni. Una decisione legata anche a una vicenda che aveva segnato profondamente la storia dei Sensi: Cristina, una delle figlie di Annina, scomparsa alcuni anni fa, aveva ricevuto a sua volta un trapianto di fegato. L'intervento le aveva permesso di vivere molti anni in più. "È anche per questo che tutti noi siamo sempre stati sensibili a questo tema", ha spiegato Fabiana. La possibilità di restituire ad altre persone la stessa opportunità ricevuta dalla loro familiare ha avuto un peso nella scelta.
Domenica 25 ottobre, nel pomeriggio, i parenti hanno ricevuto la notizia dell'esito positivo dell'intervento. Non conoscono l'identità del ricevente, come previsto dalle norme sulla riservatezza, ma sanno che l'organo di Annina ha offerto a un'altra persona una possibilità di continuare a vivere. "Siamo felici ed è stata una notizia che ci ha fatto venire i brividi di gioia. Questo è un messaggio da urlare", ha detto la nipote.
Annina era vedova da quindici anni e, nonostante l'età, continuava a vivere nella propria casa, occupandosi della quotidianità con qualche aiuto da parte dei familiari e dei vicini. In paese era conosciuta e benvoluta. Aveva lavorato come casalinga e si era dedicata anche a piccoli lavori di rifinitura dei filati, un'attività diffusa nella Piana pistoiese. Amava la cucina tradizionale, in particolare le tagliatelle ai funghi. Nella sua vita aveva affrontato anche la perdita del marito e della figlia Cristina. "Non è giusto sopravvivere a un figlio", ripeteva, come ha ricordato Fabiana.
Ora i familiari hanno deciso di rendere pubblica la sua storia anche per invitare altre persone a dichiarare la propria volontà sulla donazione degli organi. È possibile farlo, tra le altre modalità, anche al momento del rilascio o del rinnovo della carta d'identità. "Siamo tutti donatori", ha spiegato Fabiana, lanciando un appello affinché sempre più cittadini compiano questa scelta consapevolmente.