Perdono il figlio di 2 anni, poi lui scopre di avere i reni fuori uso: la moglie gli dona il suo
"Abbiamo già perso un figlio. Non abbiamo potuto viverlo, crescerlo, essere i suoi genitori. Non potevamo perdere un'altra volta". Jacopo Reale parla dalla Terapia Intensiva del Centro Trapianti Rene di Borgo Trento, a Verona, dove è stato operato il 30 settembre. Pochi mesi prima non sapeva nemmeno di avere una grave insufficienza renale. Ora è stato sottoposto a un trapianto e a donargli il rene è stata sua moglie Elisa.
La malattia era arrivata all'improvviso, scoperta quasi per caso. Jacopo doveva sottoporsi a un intervento al ginocchio, ma gli esami preoperatori avevano evidenziato valori molto preoccupanti. "Era marzo, creatinina alle stelle", racconta al Giornale di Vicenza. Da lì erano partiti gli accertamenti e il responso era stato immediato:
I miei reni erano completamente fuori uso, dovevo essere trapiantato in fretta".
In attesa di un donatore, a giugno Jacopo aveva iniziato la dialisi. Prima in ospedale, poi a casa con la dialisi peritoneale. Ogni notte doveva rimanere per circa sette ore collegato alla macchina. Una condizione che in pochi mesi aveva cambiato completamente la sua quotidianità.
"Da quando in marzo ho scoperto la mia malattia, niente è stato più lo stesso", racconta. Sono stati mesi fatti di ospedali, stanchezza, limitazioni fisiche e preoccupazioni. Anche le cose più semplici erano diventate difficili.
Non ho più potuto farle da padre come era giusto e volevo per lei, per me e per mia moglie Elisa".
Il regalo più bello della moglie: un rene
Davanti alla nuova emergenza, Elisa non ha aspettato che arrivasse un donatore. "Da subito ha detto ai medici: facciamo i test, se siamo compatibili lo do io il rene", racconta Jacopo.
I test hanno dato esito positivo e la moglie ha potuto donargli l'organo. Per Jacopo è stato un altro passaggio difficile da accettare, ma anche la possibilità concreta di tornare alla vita che aveva dovuto interrompere.
"Dopo Mattia, non ci fa paura niente", ha detto Elisa al marito. Una frase che per la coppia ha un significato preciso. Nel 2020 avevano infatti perso il loro primo figlio, Mattia, morto a soli due anni per un tumore cerebrale.
"Dopo il dolore disumano per la perdita del nostro amore grande, volato via a soli due anni per un tumore cerebrale, non era giusto perdere anche pezzi di Mia, la sorellina più piccola", racconta Jacopo. La nuova malattia era arrivata quando la famiglia aveva faticosamente ricominciato a costruire la propria vita.
Dopo la morte del figlio, Mattia ed Elisa hanno aiutato altri genitori
Dal dolore della perdita del figlio era nata nel 2023 la Fondazione Tra Terra e Cielo Insieme, creataa da Jacopo ed Elisa per offrire sostegno alle famiglie che affrontano la morte di un figlio. Negli anni l'associazione ha organizzato gruppi di supporto e iniziative per accompagnare i genitori nella fase più difficile del lutto.
Anche Jacopo aveva cercato di trasformare il dolore in qualcosa che potesse riportarlo alla vita quotidiana. Ex maestro di tennis, era tornato a giocare dopo la morte di Mattia e aveva partecipato anche agli Internazionali d'Italia a Roma, mantenendo una promessa fatta al figlio.
Adesso, dopo il trapianto, pensa soprattutto a tornare a casa.
Tra qualche settimana potrò tornare a riprendere tutto dove l'avevo lasciato: giocare di nuovo con Mia, portarla in vacanza, fare una passeggiata, stare bene come prima".
E soprattutto potrà tornare dalla donna che, dice, "mi ha letteralmente salvato la vita due volte".
È grazie ad Elisa, mamma tra terra e cielo, se siamo di nuovo in piedi".