Alla cerimonia di insediamento di Joe Biden alla presidenza degli Stati Uniti d'America non ci sarà Donald Trump ma qualcuno di cui forse sentiremo molto parlare in futuro: il suo nome è Amanda Gorman. Per molti, diciamolo pure, non può che essere un bene. Ma chi è, si stanno chiedendo in molti, questa poetessa, classe 1998 e non ancora ventiquattrenne le cui immagini stanno facendo il giro del mondo?

Chi è Amanda Gorman, la poetessa contro il razzismo

Amanda Gorman è una poetessa e attivista americana di Los Angeles, California. Il lavoro di Gorman si concentra su questioni di oppressione, femminismo, razza ed emarginazione, nonché sulla diaspora africana. Gorman è la prima vincitrice del prestigioso National Youth Poet Laureate, un premio dedicato a giovani poeti e poetesse. Laureata in sociologia ad Harvard, a fine anno uscirà il suo primo libro: "Change Sings".

Tempo fa, dopo l’elezione di Kamala Harris alla vicepresidenza USA, Gorman aveva annunciato la sua intenzione di volersi candidare alla presidenza degli Stati Uniti nel 2036, quando avrà l’età minima per poterlo fare. Se dunque il 6 gennaio scorso a Capitol Hill avevano manifestato, nel modo che sappiamo, i sostenitori dell'ormai ex presidente USA Donald Trump, con tutto il carico di violenze a cui abbiamo assistito, in occasione del giuramento del 46esimo presidente americano, ci sarà Amanda Gorman, che leggerà una sua poesia.

La disabilità di Amanda Gorman: "È la mia forza"

Si intitola "The Hill We Climb" il componimento che Amanda Gorman porterà alla cerimonia d’insediamento di Joe Biden. Un titolo e un contenuto ispirato, almeno in parte, ai fatti avvenuti a Capitol Hill lo scorso 6 gennaio. Il NYT ha anticipato i versi del componimento che Gorman leggerà al cospetto di Joe Biden: "Abbiamo visto una forza che frantumerebbe la nostra nazione invece di unirla".

Da bambina ad Amanda è stato diagnosticato un disturbo dell'elaborazione uditiva. Ha anche problemi di articolazione del discorso che le rendono difficile pronunciare determinate parole e suoni, come la lettera "r". "Aveva difficoltà a esprimersi", dice sua madre, "ma era sempre avanti nei suoi pensieri". "Non vedo la mia disabilità come una debolezza", ha dichiarato la poetessa californiana. "Mi ha reso l’artista che sono e la narratrice che mi sforzo di essere. Quando devi insegnare a te stesso a pronunciare dei suoni, quando devi essere molto preoccupato per la pronuncia, ti dà una certa consapevolezza del suono, dell’esperienza uditiva".