In prigione per una vignetta. Succede in Iran, dove il disegnatore 35enne Hadi Heidari è stato prelevato dalle autorità di polizia mentre si trovava nella redazione del giornale per cui lavora, il quotidiano riformista Shargh.
Alcune ore prima, come molti altri suoi colleghi in ogni parte del mondo, aveva deciso di dedicare un'illustrazione – ancora visibile sul suo profilo Instagram – alle vittime degli attentati parigini del 13 novembre scorso.
A quanto sembra l'arresto si riferirebbe ad una condanna precedente, sempre legata al lavoro del disegnatore ad al suo sostegno al Movimento Verde Iraniano. Heidari, infatti, è stato già arrestato e rilasciato altre 3 volte: nel 2009, con l'accusa di complotto ai danni della sicurezza nazionale; nel dicembre 2010 per propaganda; infine, nel settembre 2012, per vilipendio all'esercito, accusa questa che portò anche alla temporanea chiusura di Shargh e all'arresto di Mehdi Rahmanian, proprietario del giornale.

Non è il primo caso di censura del governo iraniano nei confronti di un disegnatore: nell'agosto del 2014 la 28enne Atena Farghadani è stata arrestata, ed è tuttora detenuta in carcere, con l'accusa di "propaganda ostile alle istituzioni" per una vignetta in cui i leader politici del Paese sono rappresentati come animali.