Al Museo d'arte moderna e contemporanea di Strasburgo, in Francia, le porte riaprono ai visitatori. Ma solo a chi ha aderito alla campagna di donazione del sangue al suo interno. Dopo aver acconsentito a farsi prelevare il sangue, ecco che la direzione del MAMCS, consente ai donatori di mettersi alla scoperta delle opere d'arte del prestigioso museo sito in una della capitali europee. Il vantaggio è duplice. L'iniziativa del museo, infatti, ha avuto fin qui l'esito di aumentare le donazioni di sangue, anche grazie alla "fame di cultura" dei francesi e degli abitanti della città di Strasburgo, sede del parlamento europeo. In tempi di magra, con le riserve di sacche di sangue sempre più scarse, per via delle chiusure e del blocco della raccolta di sangue in questi mesi, l'iniziativa del museo francese è degna di note.

L'idea è semplice e allo stesso tempo magnifica. Ti lasci prelevare mezzo litro di sangue e in cambio ricevi una breve colazione e poi la possibilità di andare in giro per il museo, come una volta, prima della pandemia. Con le normali misure di distanziamento necessarie.

Per Oer Étabilissment Français du Sang, l'organizzazione civile francese dedicata alla trasfusione di sangue, la riserva nazionale di sacche è a quota 90mila ben oltre la "soglia d'allarme", come spiega il Eric Hetzel, responsabile aggiunto dei prelievi per il Basso-Reno, il dipartimento della regione transalpina del Grand Est di cui Strasburgo è capoluogo.

"È stata l'occasione per compiere un gesto di solidarietà – riflette la direttrice del Mamcs, Estelle Pietrzyk – Il museo è dentro la città non è chiuso ermeticamente rispetto alla comunità che lo circonda, men che meno in questo momento".