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Francesco Guccini, i problemi di salute e la malattia: dalla maculopatia bilaterale al lungo ricovero del 2025

Francesco Guccini aveva raccontato negli ultimi anni la sua battaglia contro la maculopatia bilaterale – che gli impediva, ormai, di leggere -, i problemi vascolari e il lungo ricovero del 2025.
Francesco Guccini – ph Leonardo Cendamo:Getty Images
Francesco Guccini – ph Leonardo Cendamo:Getty Images

Francesco Guccini è morto oggi a 86 anni, ma le cause non sono state rese pubbliche. Negli ultimi anni la sua salute si era progressivamente aggravata: il cantautore aveva più volte parlato della maculopatia bilaterale che lo aveva colpito, riducendo quasi del tutto la sua vista. Oltre a questo, negli anni aveva avuto problemi vascolari, una caduta gli aveva creato problemi alla spalla ed era stato costretto a camminare con un deambulatore. Tutti problemi che l'autore di "Vedi cara" aveva affrontato con ironia, fino al lungo ricovero del 2025, che raccontò in un'intervista a Robinson di Repubblica, ma senza dare la motivazione. Per diciotto mesi Guccini era stato costretto a stare perlopiù a casa, fino a qualche mese fa, quando si presentò a una mostra dedicata a lui.

Era soprattutto la maculopatia bilaterale, che interessava entrambi gli occhi, che gli impediva la sua attività preferita, leggere. Lo aveva spiegato durante un intervento a Firenze, al Festival "La Città dei Lettori" per presentare il suo libro "Tre cene (l'ultima invero è un pranzo)" edito da Giunti. In quell'occasione il cantautore disse che riusciva a camminare ma solo fino a un certo punto. Poteva leggere al computer perché ingrandiva le lettere, ma libri e giornali di carta era impossibile. Il primo lo sostituiva con gli audiolibri, ma non era la stessa cosa: "Ma come mi manca la lettura di un libro! Ho gli audiolibri, ma non sono la stessa cosa (…). La mia vera professione era quella di leggere dei libri".

La maculopatia bilaterale è una malattia che colpisce la macula, ovvero la zona centrale della retina, quella che consente una visione nitida e dettagliata dell’immagine che abbiamo di fronte. È un male progressivo e irreversibile ma è possibile rallentarne o bloccarne il decorso se preso in tempo. Tra gli effetti ci sono la deformazione delle immagini e la perdita della visione centrale, anche se non porta alla cecità totale, pur preservando generalmente la visione periferica.

Quando lo incontrammo nel 2018 ci disse che passava le giornate facendosi leggere i libri: "Per me è gravissimo perché la lettura è uno dei miei impegni quotidiani più assidui, quindi mi manca, poi ascoltando audiolibri, guardando la televisione, scrivendo e anche la sera, parlando con degli amici, andando fuori a mangiare". Nel 2018 ebbe un breve ricovero ospedaliero per problemi vascolari, come disse lui stesso ringraziando i medici, mentre nel 2018 dovette rinunciare a un incontro pubblico a causa di un problema alla spalla dovuto a una caduta. Due anni prima, nel 2016, si era rotto una spalla visitando Auschwitz, insieme all'arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi.

In un'intervista a Michele Serra su Robinson si parlava di un lungo ricovero, senza darne i motivi. Il resto è storia e ciò che ha raccontato lui stesso nei vari incontri pubblici, non ultimo quello dello scorso maggio, quando intervenne in maniera inaspettata all'incontro "Canterò soltanto il tempo" ai Chiostri di San Pietro a Reggio Emilia: "Erano diciotto mesi che non uscivo di casa, confesso che avevo un po’ paura".

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