Quando Francesco Guccini ci parlò della sua morte: “Metà dei miei amici non ci sono più, ma io sono ancora qua”

Francesco Guccini è morto oggi, all'età di 86 anni. Con lui se ne va uno degli ultimi artisti che hanno reso grande il cantautorato italiano, quel genere che ha segnato tutta la musica italiana contemporanea e che in quella generazione ha visto alcuni degli artisti più importanti del Paese, in grado di cantare la società, l'attualità, ma anche temi più generali, come l'amore, la paternità e le proprie radici. Alla morte Guccini aveva anche dedicato parte di un album, ovvero "D'amore, di morte e altre sciocchezze" (dedicato a due amici, ovvero Victor Sogliani, bassista degli Equipe 84 e a Bonvi, fumettista e autore di Sturmtruppen), oltre ad averci titolato canzoni su Dio e San Francesco.
E di morte Guccini aveva parlato a Fanpage pure in un'intervista del 2018, quando raccontò le sue canzoni, alcune delle quali erano state raccolte e spiegate dalla filologa Gabriella Fenocchio che aveva analizzato i suoi testi come fossero delle poesie. Nella cucina della sua casa di Pàvana, infatti, il Maestro aveva parlato proprio delle parole delle sue canzoni, ma anche delle sue città, diventate materiale per la sua poetica, della sua famiglia e di come a un certo punto della propria vita, invecchiando, si comincia a guardarsi attorno e rendersi conto che pian piano gli amici se ne vanno.
"Quando si vive in un paese così si fanno due cose fondamentali: guardare il Meteo, si guarda continuamente che tempo fa, per i funghi o l'orto – aveva risposto a Fanpage -. E l'altra è vedere chi muore, perché ormai siamo rimasti in pochi, sempre meno". Ma come viveva, lui stesso, l'idea della morte? E della sua morte, in particolare? La temeva? La guardava da lontano? Il cantautore non si scompose, anzi, non mancò di rispondere con l'ironia caustica che lo contraddistingueva "Non ne ho idea, in teoria non la temo, in pratica boh, è lì il discorso: da giovani non ci si pensa, ci si ritiene immortali e arrivati a una certa età ci su accorge con grande tristezza che almeno la metà dei tuoi amici non ci sono più, questo da un lato è drammatico, poi però ti rallegri e ti dici ‘Beh, insomma, io sono ancora qua tutto sommato'".
