“Manifestanti usati come pedine”: l’accusa di Fedez ai rapper. Nayt: “Ragazzino disilluso”
Fedez si è espresso contro i rapper che hanno preso le parti dei manifestanti di sabato scorso. Una scena rap, composta da artisti come Marracash e Sayf, passando per Artie 5ive, 22Simba, Nayt e Kid Yugi, negli scorsi giorni ha preso posizione su ciò che sta avvenendo in Italia. Sugli scontri tra manifestanti e forze dell'ordine, alcuni artisti hanno deciso di sottolineare maggiormente come lo stato di violenza sia quello subito dal popolo italiano, legato al carovita, alla precarietà, ai salari bassi, agli enormi problemi che affliggono il welfare, tra cui la sanità e la scuola. Un cortocircuito per chi, affidandosi alla lettura più superficiale del genere, vede nell'ostentazione della ricchezza il suo fine ultimo.
In un post sui social, Fedez si è schierato duramente con chi ha preso posizione tra i suoi colleghi, accusandoli di usare i manifestanti come "pedine di un gioco" in cui a perdere sono sempre i ragazzi. Tra le ragioni delle accuse del rapper di Rozzano c'è la ricerca di una nuova audience, l'esplorazione attraverso messaggi politici di un nuovo pubblico da "arraffare". Tutto questo è sintetizzato in un'immagine ben precisa: la promozione del successo in ambito rap, percepita come un atteggiamento classista verso il pubblico. Fedez sottolinea il cortocircuito di chi oggi celebra la distruzione delle vetrine del centro, ignorando che in quelle stesse vetrine gli artisti sono esposti e ci hanno messo "anche più del lusso". Finita la protesta, accusa Fedez, i colleghi torneranno "in prima fila alle sfilate di Louis Vuitton", dimenticando di aver alimentato in parte proprio quell'odio di classe.
A supporto della sua critica, Fedez ricorda la "parabola tipica del rap": la frustrazione della periferia seguita dall'adrenalina "di quando invece i soldi arrivano". Il colpo di coda finale si rivolge a chi, in passato, si è lasciato "addomesticare" in contesti istituzionali di prestigio, ritenendo invece opportuno sostenere adesso "i saccheggi" dei cittadini in rivolta. Una lettura che, un'ora dopo, ha visto anche il coinvolgimento di Nayt in un commento al post. Il rapper, negli scorsi giorni, aveva postato un messaggio su Instagram, sottolineando come la società odierna venga addomesticata a guardare sé, piuttosto che riuscire a intercettare un altro uomo a un metro di distanza da sé.
La replica di Nayt al post di Fedez: "Un ragazzo disilluso"
Il risultato di un benessere materiale che ha allontanato il "noi" per soffermarsi sull'io, con una definizione finale tra "poverini e poveracci". Ciò che invece Nayt sembra imputare a Fedez nel suo messaggio non è solo la stereotipizzazione del rapper: l'autore romano sottolinea come ci sia ancora chi prova a stare al fianco degli altri, anche chi è inciampato più volte in questo percorso. L'accusa più diretta rivolta a Fedez è di aver fornito la "banalizzazione di un ragazzo disilluso che non sa cosa sia davvero l’amore e le sue contraddizioni". Per Nayt, Fedez proietta sugli altri il cinismo dell'ambiente in cui vive, in cui si sfrutta tutto per visibilità e "per proprio tornaconto".
Un ragionamento, quello di Fedez, che allontana e polarizza, facendo leva sull'incoerenza tematica dei rapper, ma che allo stesso tempo si esclude dalla contesa. Un esercizio super partes che lo stesso Nayt sottolinea nei passaggi finali, quando ricorda che a volte la scelta di essere incoerenti per qualcosa in cui si crede è molto più coraggiosa del restare nel proprio sé. Come avevano sottolineato i rapper anche nei giorni precedenti, per quanto sia difficile e poco riconoscibile nell'attualità e nella cronaca, la ricerca del noi comunitario fa parte di questo momento storico più di quanto si voglia ammettere.