L'amica geniale, Elena Ferrante, Edizioni E/O
in foto: L’amica geniale, Elena Ferrante, Edizioni E/O

Il turco Orhan Pamuk, il cinese Yan Lianke, l’angolano José Eduardo Agualusa, l’austriaco Robert Seethaler, il sudcoreano Han Kang, e "lei": Elena Ferrante. La sconosciuta autrice de "L'amica geniale" è comparsa nella lista dei sei finalisti annunciati dal Man Booker International Prize per l'edizione 2016. Da 155 testi selezionati si è arrivati a 12. E ora a sei: "dall'Angola devastato dalla guerra a Napoli terrorizzata dalla camorra, dalle montagne dell'Austria alla crescente proliferazione di Istanbul sino alla metamorfosi della Corea del Sud", si legge sul sito ufficiale del Premio. Il vincitore assoluto sarà annunciato il prossimo 16 maggio.

Grazie alle traduzioni di Ann Goldstein Elena Ferrante è arrivata in Gran Bretagna e oltreoceano, riscuotendo un enorme successo di pubblico: i libri hanno ottenuto anche un notevole apprezzamento da parte dei critici letterari di quasi tutti i maggiori giornali e siti di news britannici e statunitensi. Il supplemento letterario del Times ha dedicato a Ferrante la copertina definendola "magical", l'Atlantic ha pubblicato un lungo articolo, mentre il Guardian ha definito Storia della bambina perduta  "un romanzo da premio Nobel". Ultimo era stato il riconoscimento da parte del New York Times, che ha inserito "L'amica geniale" nella sua classifica dei migliori libri del 2015, oltre alle numerose critiche positive.

Dal 1992 Elena Ferrante non ha smesso di affascinare milioni di lettori: esordisce con "L'amore molesto" vincendo il premio Procida Isola di Arturo-Elsa Morante e il premio Oplonti d'argento. Il romanzo, selezionato al Premio Strega e al premio Artemisia, è divenuto anche un film per la regia di Mario Martone, così come il romanzo successivo, "I giorni dell'abbandono", edito nel 2002 e finalista al Premio Viareggio, è stato portato alla 62° Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia da Roberto Faenza. Ma è nel 2011 che la scalata narrativa di Elena Ferrante raggiunge la vetta: viene infatti pubblicato il primo volume del ciclo "L'amica geniale", seguito nel 2012 dal secondo volume, "Storia del nuovo cognome", nel 2013 dal terzo, "Storia di chi fugge e di chi resta" e nel 2014 dal quarto e conclusivo "Storia della bambina perduta".

Il Man Booker International Prize

Dal 2005 al 2015 il Premio è stato assegnato ogni due anni all’opera omnia di un autore scritta in inglese o disponibile in inglese, ma a partire da questa edizione si terrà ogni anno, e verrà selezionata una singola opera, anche scritta in un’altra lingua e tradotta in inglese. Il concorso vuole infatti valorizzare e sostenere la letteratura straniera, dando importanza fondamentale anche al lavoro dei traduttori. Per questo, il premio di 50 mila sterline (quasi 65mila euro) sarà diviso equamente tra l’autore e il traduttore dell’opera vincitrice.

I libri, pubblicati da autori di ben sei diversi paesi e tradotti in inglese, sono stati selezionati tra 155 opere, da una giuria nominata dalla Man Booker Foundation: presieduta dal giornalista Boyd Tonkin del quotidiano Independent, comprende anche l’antropologa bengalese Tahmima Anam; David Bellos, direttore di un programma di traduzioni alla Princeton University; lo studioso Daniel Medin e la poetessa Ruth Padel.

Gli altri finalisti

Man Booker International Prize (@Man Booker Prize su Twitter)
in foto: Man Booker International Prize (@Man Booker Prize su Twitter)

Cinque degli autori sono stati nominati per la prima volta, mentre il cinese Yan Lianke è apparso nella lista dei finalisti anche nel 2013. Fra i candidati ci sono due vincitori del premio Independent Foreign Fiction: Agualusa, nel 2007, e Pamuk, nel 1990, che ha vinto anche il premio Nobel per la letteratura nel 2006.

I cinque libri finalisti insieme a "L'amica geniale" di Elena Ferrante sono "A General Theory of Oblivion" di José Eduardo Agualusa, tradotto da Daniel Hahn e pubblicato Harvill Secker; "The Vegetarian" di Han Kang, tradotto da Deborah Smith e pubblicato da Portobello Books; "Death by Water" di Kenzaburō Ōe, tradotto da Deborah Boliner Boem per Atlantic Books; "A Strangeness in My Mind" di Orhan Pamuk, tradotto da Ekin Oklap e pubblicato da Faber & Faber. Il libro di Pamuk è arrivato in Italia per Einaudi col titolo "La stranezza che ho nella testa", nella traduzione di Barbara La Rosa Salim. Infine "A Whole Life" di Robert Seethaler, tradotto da Charlotte Collins e pubblicato da Picador, e pubblicato anch'esso in Italia, da Neri Pozza con il titolo "Una vita intera", nella traduzione di Riccardo Cravero.