video suggerito
video suggerito

È morta a 101 anni Mary de Rachewiltz, la figlia di Ezra Pound che ne custodì l’eredità per tutta la vita

È morta a 101 anni la poetessa e traduttrice Mary de Rachewiltz che dedicò la vita all’opera del padre Ezra Pound, traducendo i “Cantos” e custodendone l’eredità letteraria.
Mary de Rachewiltz – ph Yui Mok – PA Images:PA Images via Getty Images
Mary de Rachewiltz – ph Yui Mok – PA Images:PA Images via Getty Images

È morta a 101 anni Mary de Rachewiltz, figlia di Ezra Pound e Olga Rudge, poetessa e traduttrice che custodiva e gestiva l'enorme eredità letteraria del padre. Cresciuta a Greis, il padre le affidò fin da piccola le traduzioni dei suoi libri e in età adulta portò a compimento quella integrale dei Cantos in italiano, impresa che le valse il Premio Monselice per la traduzione. Oltre alle opere paterne, però, lavorò anche opere di importanti poeti americani come Robinson Jeffers, Edward Estlin Cummings, Ronald Duncan e Denise Levertov oltre a pubblicare opere a proprio nome, sia in Italia che negli Stati Uniti.

Da anni viveva quasi reclusa nel Castello di Brunnenburg che fu anche la dimora di Ezra Pound negli ultimi anni della sua vita. Lì si confrontava ogni giorno con l'eredità paterna, quella di uno dei massimi poeti del 900, con una personalità e una vita che lo avevano portato a esperienze estreme, come il carcere e la vicinanza con il fascismo. Sul rapporto di Pound con il fascismo, Mary de Rachewiltz ha sempre provato a contestualizzarne le scelte, sottraendo la sua figura alle semplificazioni e ai luoghi comuni.

Per esempio, nel libro "Ho cercato di scrivere Paradiso. Ezra Pound nelle parole della figlia", in conversazione con Alessandro Rivali, la donna spiegò che il padre considerava alcune cose fatte da Mussolini "interessanti" e pensava che fosse "benintenzionato". Prese le distanze, però, quanto più possibile da Hitler e dal Nazismo: Quando crollò il Fascismo, Pound non volle voltare le spalle a Mussolini, non volle cambiare opinione mentre tutti gli italiani, che lo avevano seguito per vent’anni, in quel momento gli sputavano addosso. Era una questione di etica".

Negli ultimi anni viveva quasi sempre a Brunnenburg, assorbita dall'immenso lavoro di archivio e dalle richieste degli studiosi di tutto il mondo "che la interrogano sul periplo poundiano". Appena nata, Mary de Rachewiltz fu affidata a una famiglia di contadini tirolesi della Val Pusteria dove imparò l'arte del saper fare, dal mungere le mucche al riordinare la casa, mentre quando stava con i genitori viveva la loro vita bohémien tra letture e partite a tennis. Per lei furono fondamentali gli anni passati presso le suore della Quiete, le Nobili Signore Montalve alla Quiete, ma dovette interrompere gli studi nel 1941 per mancanza di soldi, trasferendosi con la madre a Rapallo.

Come scrive Rivali: "Lì visse in un’essenzialità quasi francescana insieme alla madre. Poteva ascoltarla mentre suonava la Ciaccona di Bach o sentire il mormorio continuo del padre, quasi un coro a bocca chiusa, segnale inequivocabile che egli stava scrivendo poesia". Dopo la guerra cominciò con le traduzioni delle opere di Pound e nel 1946 si sposò con l'egittologo Boris de Rachewiltz, stabilendosi a Brunnenburg, nel Tirolo, dove il marito acquistò il castello in cui il poeta risiedette fino alla morte avvenuta nel 1958.

La vita portò la donna a visitare il padre in carcere: Pound infatti fu arrestato dai militari statunitensi in Italia con l'accusa di tradimento e propaganda nazifascista, incarcerato prima a Pisa e poi negli Stati Uniti, al Saint Elizabeths Hospital di Washington, un manicomio criminale in cui rimase per dodici anni. Fu qui che Mary e la madre andavano a trovare il poeta, prima che fosse rilasciato nel 1958, grazie alla mobilitazione di un folto gruppo di intellettuali. Il poeta si trasferì, quindi, a Brunnenburg dove compose "Paradiso", la parte finale del suo poema. Mary de Rachelwiltz ha pubblicato libri come "Maschere tirolesi" (All'insegna del pesce d'oro, 1957), "Il Natale. Antologia di poeti del ‘900" (curato con Vanni Scheiwiller, All'insegna del pesce d'oro, 1961), "Il diapason" (All'insegna del pesce d'oro, 1965), "Di riflesso" (All'insegna del pesce d'oro, 1966), tra gli altri, e le sue poesie sono state raccolte nel volume "Processo in verso", curato da Massimo Bacigalupo (Bertoni Editore, 2024).

Con la sua morte si chiude una delle ultime testimonianze dirette dell'universo poundiano. Per oltre mezzo secolo Mary de Rachewiltz è stata la custode dell'archivio e della memoria di Ezra Pound, oltre che la voce che ne ha tramandato l'opera, cercando di separare il valore della poesia dalle controversie della biografia. Eppure, accanto a un compito che avrebbe potuto sovrastarla, è riuscita a tenere la barra dritta, portare avanti l'eredità paterna e al contempo a ritagliarsi uno spazio autonomo come poetessa, traduttrice e intellettuale, trasformando un'eredità ingombrante in una vita interamente dedicata alla letteratura.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views