Dobbiamo essere felici del ritorno di Guè e Marracash con “Casini”: non avremo più un duo così nel rap italiano
Celebrare 30 anni di amicizia, 20 anni di carriera insieme e 10 anni di "Santeria" renderà "Casini", il nuovo singolo di Marracash e Gué uscito il 9 settembre, un appuntamento molto atteso per i fan del duo rap milanese. E non solo perché nell'epoca dell'ultra nostalgia, i fan di "Santeria", ma ancora prima di "Brivido" e degli esordi nella Dogo Gang, vorrebbero veder trasformarsi un singolo regalo in un progetto che possa poi determinare, per entrambi, un impegno live sicuramente più ricco delle due singole date del 12 e 13 settembre all'Ippodromo Snai San Siro.
Negli anni, soprattutto quelli più recenti, si sono inseguite voci su una possibile reunion, un carillon in cui depositare la speranza di un secondo capitolo di "Santeria", disco generazionale che avrebbe poi accompagnato l'ondata della trap nel 2016. Negli anni, i due artisti, anche per scelta di natura discografica e logistica – in merito a tour nei palazzetti, stadi, reunion con i Dogo ed eventi benefici per il quartiere di Barona – hanno lasciato sfilare qualsiasi teoria su un riavvicinamento. Allo stesso tempo, chiudendosi dietro un "top secret", accenni in vari live, fino alle parole di Gué, nell'intervista al BSMT di Gianluca Gazzoli, in cui sembrava tappare anche l'ultimo spiffero su un possibile ritorno: "Tutti i fan hanno i loro desideri proibiti. Solo che poi la vita e la carriera ti portano da una parte. Per far avvenire le cose si devono allineare i pianeti in un certo modo. Ne abbiamo parlato molte volte, ma non è facile".
Ciò che determina anche l'affezione di più generazioni di fan del rap italiano, proprio nei confronti del duo milanese, nasce proprio dall'impossibilità, quasi certa in futuro, di poter osservare due carriere, due artisti, che sono riusciti a incastrare la loro visione solista, diventando i migliori nel loro genere. Due sfumature, due racconti che hanno più volte intersecato la stessa strada, lo stesso immaginario, ma esprimendo due storie con pochi parallelismi. Due artisti che, come hanno raccontato più volte, si sono conosciuti nel lontano 2005 e che successivamente hanno esportato il rap italiano anche nella sua dimensione mainstream, ben prima dello sconfinamento della trap.
Ciò che hanno rappresentato i Club Dogo, il successo di album come "Marracash", "Fino a qui tutto bene" e "King del Rap" hanno spinto, anche grazie alla narrazione video in quegli anni, il rap verso lidi meno sociali, meno legati alla dimensione "posse" che aveva abitato la scena italiana soprattutto negli anni ’90 e nei primi anni 2000. È interessante osservare come, tranne per progetti come Roccia Music o con la Dogo Gang, le prime collaborazioni siano arrivate con canzoni come "Fattore wow" con J-Ax, ma soprattutto "Senicar", contenuta in "King del rap". Un terreno fertile che avrebbe poi costituito, forse anche più del successo generazionale del 2013 "Brivido", le fondamenta per "Santeria".
Il progetto pubblicato nel 2016 ha avuto il pregio di aprire una stagione di hit, anche radiofoniche, come "Insta Lova", ma anche "Scooteroni" e "Nulla Accade", che avrebbero avuto rilevanza anche tra i singoli più venduti dell'anno. Basti pensare che l'album esordirà al 1° posto nelle classifiche FIMI, mantenendo la posizione per 3 settimane consecutive e rientrerà nella Top 25 degli album più venduti in Italia nel 2016. Destino ancora più distinto per "Insta Lova", che arriverà anche al primo posto nella classifica Airplay Generale di EarOne durante l'estate, rientrando anche nella Top 100 della classifica dei singoli più venduti in Italia a fine anno.
Ci ritornerà anche sette anni dopo, grazie al Santeria set voluto da Marracash per i suoi due appuntamenti del Marrageddon. Il festival, che ha aperto una stagione di appuntamenti in grandi venue, come l'Ippodromo di Agnano, ma anche l'Ippodromo La Maura di Milano, fu un evento così dirompente da rimandare in classifica proprio "Insta Lova", al primo posto nella Top 50 Italia di Spotify nelle successive settimane. A rompere la barriera c'è "Santeria", che anche grazie a brani come "Cantante Italiana", ha cercato di scacciare via un assunto rap-pop che nei primi anni Dieci del 2000 sembrava esser diventato l'unico punto di accesso mainstream: vedasi "Cigno Nero" e "Magnifico" di Fedez con Francesca Michielin, ma anche prima lo stesso Fabri Fibra con Gianna Nannini in "In Italia".
A rendere "Santeria" un progetto apripista, soprattutto per la sua ricezione culturale, c'è anche la recording session in Brasile, ancora disponibile su YouTube, che avrebbe aperto la strada alla stagione di memeficazione e di racconto trasversale attraverso i social del rap italiano, arrivato mainstream qualche anno prima anche grazie alle Zedef Chronicles di Fedez. Dopo decenni di musica, l'ambiente mainstream si accorgeva, adesso non più in tono minore, delle potenzialità del pubblico rap in Italia.
Una massa informe, in cui tutte le varie scene avrebbero posto la propria bandierina, senza aver poi mai trovato dei protagonisti da cui esser rappresentati. Una situazione che darà largo spazio alla scena e all'evoluzione musicale, soprattutto derivante dalle sonorità francesi e statunitensi, di dar vita all'ondata trap. E proprio per questo motivo, adesso che abbiamo ancora la fortuna di poter assistere dal vivo a due giganti generazionali, è possibile intercettare quanto sia davvero complicato che una storia del genere si ripeta, soprattutto in un mercato ipersaturo e con una distribuzione rap ipercapillare che sembra aver interrotto, in questo momento, processi creativi laterali e di scoperta.
Marracash e Gué hanno anche già celebrato tutto ciò che è derivato dall'humus musicale sedimentato a Milano. La consacrazione, anche visiva, che arriva attraverso "∞ Love", con la comparsa di tutti i protagonisti, anche in beef, come Corsico per Shiva e zona San Siro per Rondodasosa, è forse la testimonianza più grande che si potesse lasciare alla nuova generazione, anche più della narrativa sull'eredità che da sempre gli stessi rapper demonizzano.
In questo senso, "Casini", che attraverso la produzione di Marz utilizza il sample di "Gangsta's Paradise" di Coolio, sembra stimolare ancora una volta la creatività dei rapper e dei fan. Questi ultimi, soprattutto negli ultimi anni, si sono trovati a ricevere dalla scena rap una sequenza abnorme di citazioni musicali del passato, nella maggior parte dei casi prive di una vera e propria connessione narrativa o musicale.