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Caso R. Kelly: chiesta ufficialmente a Donald Trump la riduzione della condanna

Il cantante R. Kelly ha presentato un’istanza formale al Presidente USA Donald Trump per chiedere la commutazione della sua condanna a 31 anni di carcere.
R Kelly, via Getty Images
R Kelly, via Getty Images

A quattro anni dalla condanna a 30 anni di detenzione emessa a New York, R. Kelly ha presentato un'istanza formale al Presidente USA Donald Trump per chiedere la commutazione della sua pena. Non ci sono ancora informazioni ufficiali sulla durata di questo sconto richiesto dai legali del cantante di "I Believe I Can Fly", anche se la documentazione depositata non costituisce, come riporta anche il Guardian, una richiesta di grazia completa, ma solo un appello in merito a uno sconto sui 31 anni a lui computati. La richiesta è stata depositata dal suo avvocato difensore Beau Brindley all'ufficio del Dipartimento di Giustizia che si occupa delle domande di clemenza per la Casa Bianca, mentre il cantante sta scontando la sua pena nel Federal Correctional Complex di Butner.

R. Kelly, le condanne di New York e Chicago

I 31 anni computati al cantante sono il risultato di due processi differenti. Infatti, nel 2021, a New York, è stato giudicato colpevole di aver amministrato un'organizzazione criminale dedita al reclutamento di donne e minorenni per attività sessuali illecite e pedopornografia. Kelly sarà poi condannato nel giugno dell'anno successivo a 30 anni di prigione. L'anno successivo, nel 2022, verrà giudicato colpevole di tre capi d'accusa per materiale pedopornografico e tre per adescamento di minori, ricevendo poi nel febbraio 2023 un'ulteriore condanna a 20 anni. Il 23 febbraio 2023, il giudice distrettuale federale Harry D. Leinenweber ha però stabilito che questa condanna venisse scontata interamente in concomitanza con la precedente, aggiungendo un solo anno ai 30 stabiliti nel 2022. Da questo punto di vista, se non dovesse esserci una commutazione della pena da parte del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, l'uscita dal carcere è prevista intorno ai primi mesi del 2046, quando il cantante avrà 79 anni.

La vita in carcere di R. Kelly: dall'aggressione alle denunce di complotto

Dal suo arresto, datato 2019, ci sono state alcune vicende che hanno segnato il percorso di detenzione del cantante. Durante la sua prima permanenza al Metropolitan Correctional Center di Chicago, nel 2020, Kelly è stato vittima di un'aggressione fisica da parte di un altro detenuto, identificato come Jeremiah Farmer. Nel giugno 2022, Kelly veniva poi trasferito al Metropolitan Detention Center di Brooklyn e messo sotto sorveglianza speciale, definita come "anti-suicidio". Una misura stringente, che secondo le accuse dell'allora avvocato difensore del cantante, era stata applicata per "motivi puramente punitivi" a causa del suo status di detenuto.

Nel 2025, dopo il cambio del difensore, affidato all'attuale avvocato Beau Brindley, veniva presentata una mozione d'urgenza per il trasferimento ai domiciliari dell'autore statunitense. Una strategia difensiva basata sulle accuse di Brindley nei confronti delle autorità carcerarie, che secondo lui avrebbero offerto la libertà a un detenuto malato terminale in cambio dell'omicidio di Kelly, con l'obiettivo di mettere a tacere le denunce del cantante su presunte intercettazioni illegali. Un'accusa che si legherebbe alla messa in regime di isolamento prolungato che ha affrontato Kelly nella nuova struttura detentiva.

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