Beatrice Venezi risponde alle proteste de La Fenice: “La partita non è finita. Io raccomandata? Lavoro solo all’estero”

Non sembrano essersi placate le polemiche che vedono da una parte il direttore d'orchestra Beatrice Venezi, dall'altro il corpo sindacale e i professori d'orchestra del Gran Teatro La Fenice di Venezia. Durante la conferenza stampa di presentazione di una nuova produzione dell'opera "Carmen", che sarà in scena il prossimo 23 e 25 gennaio al teatro Verdi di Pisa, Venezi ha voluto commentare le grandi proteste nei suoi confronti per il ruolo di direttore musicale stabile dello storico teatro veneziano: "Ero impegnata per lavoro dall'altra parte del mondo e non ho seguito molto le polemiche. Per impegni e per scelte non ho parlato fino a questo momento della vicenda della Fenice e sto aspettando il momento giusto. Ci sono tanti elementi di cui parlare che ancora non sono entrati nella narrazione di questa vicenda".
La vicenda della nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale del Gran Teatro La Fenice di Venezia
Lo scorso 22 settembre infatti, dopo la nomina a direttore musicale stabile della struttura, erano arrivate le contestazione da parte dell'assemblea dei lavoratori del teatro, che contestavano il curriculum di Venezi: "Il Direttore Venezi non ha mai diretto né un titolo d'opera né un concerto sinfonico pubblico in cartellone alla Fenice. Il suo curriculum non è minimamente paragonabile a quello delle grandi bacchette che, in passato, hanno ricoperto il ruolo di Direttore Musicale di questo Teatro". Ma soprattutto la vicinanza della stessa al governo attuale, soprattutto dopo esser diventata consigliera alla musica dell'ex Ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano il 17 novembre 2022. Venezi, durante la conferenza stampa ha sottolineato la mancanza di una "raccomandazione" governativa, elencando le poche opportunità avute in Italia rispetto agli spettacoli all'estero: "Questa direzione a Pisa è un piacevole ritorno per me in Italia e sarà una breve parentesi insieme alle prossime due settimane a Trieste, con Ascesa e caduta della città di Mahagonny, poi tornerò all'estero prima a Montevideo per una Carmen e poi al teatro Colon di Buenos Aires per l'inaugurazione della stagione con Cavalleria e Pagliacci".
La frecciatina sulle spillette anti-Venezi: "Le avrei fatte più stilizzate, con uno Swaroski"
Non è mancata una frecciatina per l'Orchestra della Fenice e uno dei simboli della contestazione, la spilletta gialla con una chiave di violino nera, indossata in protesta contro il direttore musicale. Un piccolo oggetto, autoprodotto, diventato anche un caso di marketing: infatti il primo lotto di 1200 pezzi (con donazione minima di 2 euro a spilla) è andato esaurito quasi immediatamente. Sulla questione, Venezi ha sottolineato: "Le spillette della protesta? Personalmente le avrei fatte un po' più stilizzate, magari anche con uno Swarovski". E in merito alla reiterazione delle contestazioni: "Avrei potuto intervenire commentando l'immagine che il Teatro La Fenice ha dato di sé a livello internazionale con questa vicenda, perché nella narrazione manca ciò che se ne dice all'estero: ci si chiede infatti come sia possibile che un teatro o una fondazione finanziata con fondi pubblici dello Stato sia di fatto gestita dai sindacati, in un contesto che appare totalmente anarchico".