Christopher Felver, Ferlinghetti at Old West Hotel, 1981 Collezione dell’artista, Sausalito, California © Chris Felver
in foto: Christopher Felver, Ferlinghetti at Old West Hotel, 1981 Collezione dell’artista, Sausalito, California © Chris Felver

Il 7 ottobre il Museo di Santa Giulia di Brescia ha inaugurato la mostra “A Life: Lawrence Ferlinghetti. Beat Generation, ribellione, poesia”. L'esposizione si concentra sulla figura del poeta newyorkese, sul suo fondamentale ruolo di intellettuale nella cultura Beat degli anni Cinquanta e Sessanta e sul legame, centrale nella sua arte, con le origini italiane. Una parte speciale della mostra è dedicata al Ferlinghetti pittore e ai disegni realizzati dal dopoguerra a oggi.

La rassegna, aperta fino al 14 gennaio 2017 e curata da Luigi Di Corato, Giada Diano e Melania Gazzotti, sceglie Brescia come luogo simbolico dell'incontro fra la Beat Generation di Ferlinghetti e l'Italia: da qui, nel 1894, il padre di Lawrence Carlo Leopoldo emigrò alla volta degli Stati Uniti. I numerosi materiali raccolti, provenienti soprattutto dall'archivio di Fernanda Pivano, tentano infatti di ricostruire le atmosfere e la controcultura Beat alla luce delle origini italiane di Ferlinghetti e del suo rapporto, molto stretto, con il nostro Paese.

13) Christopher Felver, Portrait of Lawrence Ferlinghetti, 1982 Collezione dell’artista, Sausalito, California © Chris Felver
in foto: 13) Christopher Felver, Portrait of Lawrence Ferlinghetti, 1982 Collezione dell’artista, Sausalito, California © Chris Felver

In mostra tante fotografie inedite, fra cui gli scatti di Ettore Sottsass, che ritraggono Ferlinghetti insieme a Allen Ginsberg e Robert Capa, affiancate da registrazioni video e documenti che testimoniano la sua inarrestabile carriera da poeta e quella, meno nota ma altrettanto rilevante, da pittore. Seguendo le vicende biografiche e artistiche del poeta l'esposizione si sviluppa in quattro grandi sezioni, dedicate all'esperienza di Ferlinghetti come soldato nella Seconda Guerra mondiale, agli anni Cinquanta vissuti a San Francisco, al rapporto con gli altri poeti Beat e al viaggio artistico e personale alla ricerca delle sue origini.

Le amicizie e le origini italiane

Dopo aver contribuito alla diffusione delle opere di Ginsberg, Kerouac, Gregory Corso e di William Burroughs, Lawrence Ferlinghetti si dedica ad una lunga serie di viaggi che lo porteranno anche in Italia: nel 1965 partecipa al Festival dei Due Mondi di Spoleto insieme ad Ezra Pound, ritornando più volte negli anni a far visita alla sua amica Fernanda Pivano. Soltanto negli anni Duemila Ferlinghetti individua il luogo esatto di nascita di suo padre: un luogo al quale anche senza saperlo il poeta si sente legato da tutta la vita.

Il Ferlinghetti pittore

Lawrence Ferlinghetti, Deux, 1950 Collezione dell’artista, San Francisco © Lawrence Ferlinghetti
in foto: Lawrence Ferlinghetti, Deux, 1950 Collezione dell’artista, San Francisco © Lawrence Ferlinghetti

Ma la mostra di Brescia illumina anche un aspetto meno conosciuto della vita di Ferlinghetti: la sua passione per la pittura, scoppiata durante il soggiorno a Parigi nel dopoguerra. Esposto per la prima volta in Italia il dipinto “Deux” del 1950, il primo realizzato dal poeta, insieme a una ricca selezione di disegni e pitture a olio realizzate in tempi più recenti.