4 Ottobre 2021
13:40

Alice in Borderland è il manga che ha “ispirato” Squid Game, la serie tv del momento

Alice in borderland è il manga che ha “ispirato” Hwang Dong-hyuk per la realizzazione di Squid Game, la serie tv del momento, a sua volta figlio di una tradizione narrativa piuttosto radicata in Giappone. Dal fumetto è stata tratta anche una serie tv, anch’essa in onda su Netflix come la sua diretta “concorrente”: conosciamo meglio l’opera scritta e disegnata da Haro Aso.







Nelle ultime settimane il pubblico italiano è letteralmente impazzito per Squid Game, la serie tv sudcoreana sceneggiata e diretta da Hwang Dong-hyuk che mette in scena una competizione in cui un gruppo di ludopatici, vittime di strozzinaggio e altre persone pesantemente indebitate è costretto a cimentarsi in alcuni popolarissimi giochi d'infanzia (da "Un, due, tre, stella!" alle biglie) per espiare le proprie colpe e ottenere un sostanzioso premio in denaro. Chi vince va avanti, chi perde viene ucciso e la sua quota di montepremi viene aggiunta al cachet globale: un survival drama in chiave ludica che, attualmente, occupa la prima posizione tra le serie più viste su Netflix.

Squid Game non ha inventato nulla: il Survival drama in Giappone è un genere fecondo

Recentemente, questa tipologia di storie sta conquistando le preferenze degli spettatori di ogni età: tuttavia il prodotto di Dong-hyuk, per quanto premiato dal vastissimo consenso degli spettatori, a conti fatti non rappresenta nulla di troppo innovativo. Nella galassia della cultura pop nipponica (da cui il regista sudcoreano attinge a piene mani)  queste storie sono all'ordine del giorno: basti pensare all'influenza seminale di Battle Royale, il romanzo di Koushun Takami che narra le vicende di alcuni studenti di scuola media costretti a combattere tra loro fino alla morte in un programma gestito da un governo totalitario giapponese, conosciuto come "Repubblica della Grande Asia Orientale". Anche i manga hanno esplorato in più occasioni plot simili: uno in particolare (da cui è stata tratta una serie tv, anche questa in onda su Netflix) sembra aver ispirato Squid Game: si tratta di Alice in Borderland, serie disegnata e sceneggiata da Haro Aso dal 2010 al 2015.

La copertina del n. 15 di Alice in Borderland
La copertina del n. 15 di Alice in Borderland

Di cosa parla Alice in Borderland

Come nel caso di Squid Game, anche Alice in Borderland parla di una serie di sfide apparentemente "giocose" da superare al prezzo della propria vita, ma lo fa in una cornice completamente differente: infatti, mentre Song Gi-hun, Cho Sang-woo e gli altri protagonisti di Squid Game rimangono nel "nostro" mondo, pur venendo proiettati in una struttura isolata in cui vigono norme e comportamenti che differiscono enormemente dalla morale comune, le vicende di Alice in Borderland si dipanano in una Tokyo alternativa in cui i tre protagonisti Arisu (pronuncia giapponese di "Alice" che chiarisce il riferimento, un po' lapalissiano, al celebre romanzo di Lewis Carroll), Chōta e Karube vengono coinvolti in una serie di giochi che compongono una sorta di escape room multilivello: il superamento di ogni sfida consente di accumulare dei crediti che permettono ai partecipanti di estendere il periodo di permanenza nell'universo di Borderland e, dunque, di avere salva la vita, in una sorta di ritorno allo stato dei natura in cui l'unico principio vigente è il più classico degli "homo homini lupus". Una sorta di pastiche che ibrida opere conosciutissime a chi mastica un minimo questo genere di storia (come il succitato Battle Royale, il classicone di Vincenzo Natali Cube-Il cubo e, soprattutto, Gantz, la serie manga di culto scritta e disegnata da Hiroya Oku). L'altro elemento di discrimine è da ricercare nella natura dei giocatori coinvolti: mentre in Squid Game a sfidarsi sono principalmente adulti segnati da debiti e difficoltà economiche, i tre protagonisti di Alice in Bonderland sono più vicini all'archetipo (un po' vetusto e marcescente) del nerd un po' "sfigato" e impacciato con le ragazze, appassionato di videogiochi con una vita sociale piuttosto piatta o totalmente assente. Insomma: Squid Game  è una sorta di miscuglio di cose già ampiamente sperimentate, ma funziona, è poco impegnativo e ci fa divertire. E va bene così.

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