25 Luglio 2013
17:40

Al MAXXI “Energy”: energia, architettura e paesaggio tra passato, presente e futuro

Un viaggio che descrive sessant’anni di un’Italia che cambia, dal boom economico del dopoguerra fino ad arrivare ai giorni nostri, dallo strapotere del petrolio alle prospettive legate alle fonti rinnovabili, è il tema di “ENERGY. Architettura e reti del petrolio e del post-petrolio” in mostra al MAXXI di Roma fino al 29 settembre 2013.
A cura di Clara Salzano
Paolo Pellegrin, Raffineria Versalis, Ravenna, 2013. Courtesy Fondazione MAXXI
Paolo Pellegrin, Raffineria Versalis, Ravenna, 2013. Courtesy Fondazione MAXXI

Il filosofo Martin Heidegger, in una sua lezione tenuta nel 1953, afferma che la tecnica moderna trasforma l'umanità in un "fondo a disposizione" di se stessa, e cioè che la tecnica pone alla natura l'irragionevole domanda di fornire energia da estrarre e conservare in quanto tale. Occorre dunque rispondere analizzando la tecnica allo scopo di prepararci al rapporto con essa, a pensarla e a immaginarla in rapporto alla città. Questa tecnica moderna cambia il modo in cui pensiamo la natura e il nostro prossimo, trasformandoci in risorse.

Autogrill a Lainate, 1958 _courtesyArchivioJJBianchetti
Autogrill a Lainate, 1958 _courtesyArchivioJJBianchetti

La lezione di Heidegger ben si adatta alla mostra “Energy. Architettura e reti del petrolio e del post-petrolio”, allestita negli spazi del Maxxi sino a settembre: un racconto che parte dall’Italia del dopoguerra e del boom economico – con l’irruzione dell’automobile e della velocità, le prime pompe di benzina, le stazioni di servizio, i motel, le autostrade – e prosegue attraversando il presente con lo sguardo attento e sensibile di tre fotografi, per esplorare il futuro con progetti visionari di architettura che ricercano un approvvigionamento energetico a impatto zero.

La mostra nasce dalla convinzione, abbastanza ovvia, che nel Novecento vi sia stato un legame inscindibile tra la modernità e le architetture legate alla strada e al movimento. In particolare in Italia, i progetti on the road hanno sempre rappresentato un territorio di Avanguardia e di modernità particolarmente schietta, forse per il rapporto virtuoso con l’industria, forse per la “distanza di sicurezza” dai centri storici e dalla temutissima contaminazione del patrimonio con “l’architettura contemporanea”, forse per la relazione stimolante con il paesaggio e l’eredità semiconscia delle avanguardie. Da un lato questa relazione ha prodotto un repertorio stupefacente di immagini ed edifici, ormai storicizzati, che la mostra intende almeno in parte riportare alla luce. Dall’altro è inevitabile notare come il prodotto di questa relazione sia oggi andato in qualche modo “in crisi”, o sia comunque meno interessante e progressivo. Abbiamo allora pensato di fare una serie di azioni espositive coordinate che ci permettessero da un lato di rivalutare la legacy di quell’età dell’oro e metterla a disposizione di chi si avvicina oggi a queste questioni e dall’altro di rilanciare su basi nuove e allargate la collaborazione tra architettura, reti energetiche e movimento.

Pippo Ciorra, Senior curator MAXXI Architettura

A.Bianchetti, bozzetto Autogrill Pavesi a Montepulciano, 1965_1972, Archivio J.J.Bianchetti
A.Bianchetti, bozzetto Autogrill Pavesi a Montepulciano, 1965_1972, Archivio J.J.Bianchetti

Il percorso espositivo della mostra è immaginato in tre diverse tappe: Storie/Stories (che racconta il passato), Fotogrammi/Frames (che indaga il presente) e Visioni /Visions (che esplora diverse ipotesi per il futuro). Ciascuno dei tre momenti è stato affrontato in modo distinto, sperimentando diversi registri nell’approccio scientifico e nell’esposizione: la ricerca dei materiali d’archivio per raccontare la storia delle reti e delle architetture legate alla distribuzione dell’energia nell’Italia del secondo dopoguerra; la fotografia per cogliere il panorama odierno con lo sguardo autoriale di tre fotografi contemporanei; la promozione di nuove idee attraverso proposte capaci di immaginare come nel futuro la crescita energetica determinerà il nuovo paesaggio, l’ambiente costruito, i modi delle relazioni umane.

E.Gellner,Città residenziale Anic Gela (CL), 1960_1961 Archivio progetti IUAV
E.Gellner,Città residenziale Anic Gela (CL), 1960_1961 Archivio progetti IUAV

Storie/Stories a cura di Margherita Guccione ed Esmeralda Valente, attraverso disegni, plastici, progetti e immagini fotografiche, cinematografiche e giornalistiche d’epoca (provenienti da importanti archivi come quelli di Eni, Autogrill, IUAV, Istituto Luce,RAI Teche e Maxxi), disegna il volto dell’Italia moderna: dalla piccola scala dei singoli distributori di benzina all’invenzione degli edifici a ponte tipica degli autogrill, dalle stazioni di servizio ai villaggi e ai motel, che costituiscono nel loro insieme uno straordinario episodio di innovazione, di sperimentazione tipologica e strutturale, di landscape design.

Alessandro Cimmino, La Spezia, 2012. Courtesy Fondazione MAXXI
Alessandro Cimmino, La Spezia, 2012. Courtesy Fondazione MAXXI

Fotogrammi/Frames a cura di Francesca Fabiani è un viaggio nel paesaggio italiano contemporaneo, disegnato dai luoghi del produrre, fornire, utilizzare e vendere energia, attraverso i lavori fotografici di Paolo Pellegrin, che sviluppa un reportage in uno dei luoghi della produzione di energia, una gigantesca raffineria nei pressi di Ravenna; Alessandro Cimmino, che studia l’energia nella città distribuita sotto forma di elettricità e di carburante; Paola Di Bello, che ha realizzato un lavoro di taglio sociologico: un video con 60 ritratti di passanti davanti a un distributore di benzina in tre vecchi quartieri periferici milanesi, dove il distributore “non-luogo” diventa elemento caratterizzante di quel paesaggio.

Sou Fujimoto Architects Tokyo, Japan, ENERGY FOREST. Courtesy Sou Fujimoto Architects
Sou Fujimoto Architects Tokyo, Japan, ENERGY FOREST. Courtesy Sou Fujimoto Architects

In Visioni/Visions sette gruppi di architetti di fama internazionale sono stati chiamati a raccontare, con installazioni exhibition specific al Maxxi, come immaginano la “stazione di servizio” del futuro e come la distribuzione e l’accesso alle energie influenzeranno il paesaggio e lo spazio urbano. Modus Architects immagina di raddoppiare i 6.650 km di autostrada italiana in una superficie aerea, continua e modulata, ottenendo così 160 milioni di metri quadri di parco elettrico solare, capace di produrre e distribuire energia: se il petrolio infatti si quantificava in volume, l'energia solare richiede superficie. Stazioni di servizio che diventano ‘Energy Farmacy' per Soo-in Yang- Lifethings, con serbatoi interrati, piazzale e pensilina, dove si fa il pieno di energia per i mezzi di locomozione e di energia-cibo per il corpo umano. Sou Fujimoto Architects crea Energy Forest. una stazione di rifornimento che opera come una foresta: così come l’albero riunisce esseri viventi diversi, Energy Forest raccoglie uomini e creature. Inoltre una stazione di servizo Agip ‘Supercortemaggiore' d'epoca trasforma il cortile del Museo in un quadro di Edward Hopper.

OMA / AMO. Roadmap 2050
OMA / AMO. Roadmap 2050

Alle installazioni site-specific dei sette studi di architettura è affiancata una selezione di lavori di ricerca pura sulle prospettive dello sviluppo di nuove energie, esempi come quello sviluppato dallo studio IaN+ in collaborazione con l’artista-curatore Freddy Paul Grunert, di un rapporto imprescindibile per alimentare concretamente la prefigurazione dei nuovi modelli insediativi del domani; o le ricerche della special guest, OMA/AMO di Rem Koolhaas, che presenta il progetto per la Roadmap 2050: un wallpaper lungo sette metri che ridisegna la geografia dell’Europa dal punto di vista energetico.

Il potere salvifico della tecnica, dunque, risiede solo nella nostra capacità di ascolto, di riflessione e di testimonianza. Vivere la tecnica moderna come una minaccia significa non credere nella capacità umana di ascoltare e discutere. Umanità che naturalmente costituisce di per sé una varietà di punti di vista, che deve impegnarsi reciprocamente alla comprensione della tecnica e al suo uso.

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