Addio Sergio Bonelli

"Come salutarvi, dunque, se non augurandovi buona lettura?". Cosi si conclude l'ultimo editoriale di Sergio Bonelli, datato Settembre-Ottobre 2011, che presenta tutte le novità della sua Casa Editrice. Sergio Bonelli ci ha salutato nel migliore dei modi possibili, con l'augurio che si possa continuare a godere dei fantastici mondi che ci ha fatto conoscere. Il più grande editore italiano di fumetti ci lascia ad 80 anni con un patrimonio culturale dal valore inestimabile. Impossibile non aver letto, anche solo occasionalmente, un Tex, uno Zagor, un Martin Mystere o un Dylan Dog, quattro eroi tra i più famosi delle tantissime, coraggiose, proposte della Sergio Bonelli Editore.

Sergio Bonelli era un predestinato, ma non era certo il tipo di persona tanto facile da riposare sugli allori. Figlio di Gian Luigi Bonelli, papà di Tex e creatore della casa editrice Audace, e di Tea Bonelli. Dal 1947 sarà proprio la madre a prendere in mano le redini dell'azienda, con Sergio impegnato nell'azienda di famiglia a fare praticamente tutto: dal magazziniere al curare l'immagine aziendale nei confronti dei lettori. Bonelli comincia, anno dopo anno, a distinguersi per il suo talento nella sceneggiatura e, sotto lo pseudonimo di Guido Nolitta, crea Zagor. E' il primo carattere distintivo di quello che sarà in futuro il punto centrale delle sue pubblicazioni: mischiare lo stile classico del padre, "alla Tex Willer" per intenderci, all'esplorazione di altri mondi con l'ausilio del paradosso fantastico. Zagor è infatti un personaggio a metà strada tra Tex e tra quello che sarà, negli anni a venire, il mondo fantastico di Martyn Mistere.

Sempre a Sergio Bonelli si deve l'inserimento della spalla comica al fianco del personaggio protagonista della collana. Il maggiore rappresentante è senza dubbio Groucho (ispirato liberamente ad uno dei fratelli Marx), l'assistente di Dylan Dog anche se il percorso è iniziato con Cico, in Zagor, e con Gufo Triste e Mister Bluff della serie iniziata nel 1966, ormai chiusa, del Comandante Mark. Bonelli, nella sua costruzione fantastica, contribuisce a togliere, nel tempo, ai suoi personaggi quella connotazione tipica di eroe senza macchia e senza paura tanto cara agli anni del Dopoguerra. Lo stesso Tex andrà, mano a mano, a modificarsi, divenendo più vicino alle problematiche di qualsiasi uomo normale. In questo forse c'è il segreto delle creazioni della Sergio Bonelli Editore, questo è il fascino tutto italiano che ancora resiste allo strapotere multinazionale dell'Universo Marvel: supereroi nel mondo Bonelli non ve ne sono, semmai tanti anti-eroi.

La Sergio Bonelli Editore, come la conosciamo oggi, nascerà negli anni Sessanta, la sede storica di Via Buonarroti 38 sarà il portale fantastico che farà sognare tre generazioni di lettori, portando il valore del fumetto italiano a livelli incredibili. Basti pensare che, tra le tante traduzioni che le produzioni di Sergio Bonelli hanno avuto, la collana Tex è stata tradotta nella lingua tamil (lingua ufficiale di India, Sri Lanka ed una delle quattro lingue ufficiali di Singapore) mentre Dylan Dog, Martyn Mystere e Nathan Never è dal 1999 nelle edicole americane, sottoforma di miniserie, grazie alla collaborazione con la Dark Horse Comics.

Da Tex a Shangai Devil, passando per Dylan Dog

La carrellata dei personaggi della Sergio Bonelli Editore ci piace farla partire dall'ultimo degli albi che Bonelli aveva orgogliosamente presentato nel suo ultimo editoriale: Shangai Devil. L'editore presenta questo nuovo albo, in edicola a partire da ottobre, specificando orgogliosamente che con il concludersi dell'ultima serie Cassidy, sarebbe subito partita questa nuova avventura incentrata nella figura di Volto Nascosto, occidentale mascherato che combatte la malavita nella Cina del 19°secolo.

Come già anticipato il personaggio di Tex, creato da papà Gian Luigi, ha avuto sotto la gestione di Sergio un'evoluzione più umana e più vulnerabile anche grazie alla sapiente opera dei suoi collaboratori (disegnatori, soggettisti e sceneggiatori, tra tutti l'immenso Tiziano Sclavi) che non hanno mai avuto un Editore censore oppure opprimente. Il pregio di Bonelli era questo: avendo un passato da sceneggiatore, partito come magazziniere, trasmetteva sicurezza e lasciava libertà a tutti per esaltare la qualità delle avventure.

Martyn Mistere, il detective dell'impossibile, aprirà la strada verso quello che sarà poi il successo enorme riscosso da Dylan Dog. Ma, il biondo professore, ha una particolarità del tutto originale: è l'unico fumetto a seguire lo stesso continuum spazio-temporale del lettore. Dunque in oltre vent'anni adesso Martyn è invecchiato, diventando il Buon Vecchio Zio Marty.

E' stato il padre assoluto di Zagor, un Tex più evoluto che abbraccia tematiche più ampie e più moderne come i demoni, gli extraterrestri, il vampirismo (meglio affrontato in un'altra grande collana, Dampyr). In Turchia sono stati fatti anche due film dedicati alle gesta del vendicatore degli oppressi.

Nathan Never, tra gli albi più giovani (datato 1991), si ispira agli ambienti di Blade Runner. Il fumetto parte proprio con il guardare il futuro con un occhio critico e pessimista, proprio come nel film. Un elemento chiave è la narrazione che non modifica mai l'universo narrativo ma, anzi, gli da una forte continuity.

Dylan Dog con gli inseparabili Groucho e Bloch
in foto: Dylan Dog con gli inseparabili Groucho e Bloch

Tra i successi più grandi della Sergio Bonelli Editore c'è ovviamente Dylan Dog. Le storie del caro vecchio Dylan hanno contribuito a dare alla Casa Editrice ulteriore fama e successo. Come Tex fece per l'Audace di papà Gian Luigi, sicuramente per la scalata definitiva al tetto del fumetto italiano bisogna dire grazie all'indagatore dell'incubo. E' impossibile che non vi sia capitato nemmeno un albo tra le mani, impossibile non apprezzare i luoghi e i personaggi della saga: Groucho, il commissario Bloch, il perfido Xarabas e l'eterea Morgana. In più, in tanti ci siamo chiesti come faccia il nostro Dylan a portarsi a letto almeno una donna per ogni albo. Potenza del fumetto.

Sergio Bonelli lascia questo e tanto altro, tra saghe, mini-serie, albi speciali. Un personaggio a cui l'Italia dei sognatori sarà eternamente grata, un personaggio a cui l'Italia intera dovrebbe dire grazie, al pari di un Dante, di un Pirandello, di un Eduardo. Cambiano i tempi, cambiano gli stili, solo le emozioni resteranno sempre le stesse. Ciao Sergio e "buona lettura"