New York, UNITED STATES: A woman reads a book among the Tulips that are planted in the Rockefeller Center promenade 03 May, 2007 in New York. AFP PHOTO/DON EMMERT (Photo credit should read DON EMMERT/AFP/Getty Images)
in foto: New York, UNITED STATES: A woman reads a book among the Tulips that are planted in the Rockefeller Center promenade 03 May, 2007 in New York. AFP PHOTO/DON EMMERT (Photo credit should read DON EMMERT/AFP/Getty Images)

Questo è un articolo anallergico e adatto pure ai tanti nasi e occhi sofferenti per la tempesta di pollini congiunta a smog e polveri di vario grado di sottigliezza che ci tormenta in primavera: se per voi l’allergia è il principale e fastidioso dono delle stagioni calde e lo starnuto è l’invasivo effetto collaterale di una fioritura urbana di cui avreste fatto ben volentieri a meno, ecco il nostro consiglio: chiudetevi nella vostra brava stanzetta con la vostra collezione di antistaminici di fiducia e, va da sé, con la vostra collezione di libri di fiducia. Di seguito vi presentiamo cinque uscite rilevanti per orientarsi nell’altrettanto intricata selva delle librerie della vostra città. Le cinque migliori uscite di maggio 2015.

           1. Per me non esiste altro

Ha attirato subito la nostra attenzione il fatto che Minimum fax abbia deciso di pubblicare, a maggio 2015, un imperdibile testamento spirituale di uno dei migliori narratori della letteratura ebraica americana: Bernard Malamud. Il titolo è fra i più eloquenti e sinceri: Per me non esiste altro. Ci vorremmo soffermare un attimo sulla citazione scelta per rappresentare queste rilevanti memorie di un talento puro, da riscoprire: «C’è quindi un dono: il dono della narrativa. Coloro che hanno il dono passano metà della vita a capire se ce l’hanno, un’altra metà della vita a decidere come lo useranno, e la restante metà della vita a usarlo (lo so, sono tre metà)». In questo esercizio umoristico Malamud sintetizza il percorso delle sue riflessioni esistenziali che lo legano alla letteratura: scrittore di racconti di rara finezza e fattura, dotati di un’impronta unica, che potrebbero avere qualcosa a che fare con Kafka e Carver per il loro essere scorci e estratti di esistenza, ma sono unici per colore e gradazione, in "Per me non esiste altro" Malamud crea una sorta di testamento per scrittori, ma anche per lettori: fortemente consigliato a chi vuole vivere la letteratura dall’interno dello studio dello scrittore e non dall’esterno dello scaffale dei libri scelti per voi a 15 per cento di sconto.

     2. Perché tu non ti perda nel quartiere

Un altro libro tutto sommato da non perdere questo maggio è Perché tu non ti perda nel quartiere di Patrick Modiano. È vero che Modiano non lo conosceva nessuno prima che vincesse il Nobel nel dicembre scorso, ed è vero che se non si fosse "laureato" Nobel, come si dice, senza una tale laurea forse non lo avremmo preso in considerazione (probabilmente-non lo sappiamo- non sarebbe stato proprio tradotto) ma queste, in fin dei conti, sono considerazioni che lasciano il tempo che trovano. Modiano è interessante per la sua spiccata vena autoriale, in un senso molto inattuale e molto novecentesco: i suoi libri sono tutti uguali, e se questo da un lato può farvi mettere a ridere e convincervi a non comprare Perché tu non ti perda nel quartiere, tenete presente che in realtà i suoi titoli si somigliano tutti perché, come ha dichiarato lui stesso, ha l’impressione di scrivere sempre lo stesso libro da sempre. È questa la cosa affascinante di Modiano: la coerenza, il fatto che indefessamente e testardamente per tutti questi anni di anonimato internazionale l’autore abbia usato la scrittura come un percorso esistenziale, un tragitto quasi psicoanalitico e sicuramente terapeutico di cui "Perché tu non ti perda nel quartiere" è l’ultima tappa, indifferente, fra l’altro, al trambusto mediatico che interessa il suo autore. Quindi, in definitiva, consigliato: uscita 26 maggio.

 3. Redeployment

 A maggio dovrebbe uscire anche il vincitore del National Book Award (prestigioso premio americano) della passata stagione: trattasi di Redeployment, di Phil Klay. È una raccolta di racconti che hanno come comune soggetto le due guerre del nuovo secolo, quella irachena e quella afgana ed al centro della narrazione i soldati americani e tutti i burocrati e civili che li contornano nella loro missione. Appartiene, e potrebbe rivelarsi uno degli esempi più alti, a quello che si può definire tranquillamente ormai un vero e proprio genere letterario e cinematografico in America, la narrazione della guerra come efficace specchio anamorfico delle contraddizioni culturali di quel paese. Alla fin fine, era successa una cosa molto simile anche in Italia con Lussu, Marinetti e Ungaretti, l’esperienza della prima guerra mondiale fu un eccellente catalizzatore di buona letteratura. Mutatis mutandis, dalle fangose trincee al deserto il meccanismo è più o meno lo stesso: la guerra è un fatto sociologico, un trauma, che entra prepotentemente nelle strutture della coscienza del singolo individuo e lo costringe a riorganizzare la propria vita interiore e le proprie certezze. Insomma da leggere.

4. Fama Tardiva

Un'altra uscita assolutamente imperdibile di questo maggio fatto di pollini e starnuti è Fama Tardiva di Arthur Schnitzler. Schnitzler non è né il nuovo genio americano di turno, né la giovane promessa della narrativa tirolese, né un candidato al premio strega: è uno scrittore classico, ormai, l’autore di Doppio Sogno, da cui Kubrick trasse il suo Eyes Wide Shut, ma anche di altri titoli altrettanto brillanti come Commediola, Professor Behrnanrdi, la Signorina Else, e molti altri. Vissuto a cavallo fra Ottocento e Novecento e come Svevo, Pirandello e altri Schnitzler ha anche lui, e meglio di molti, incarnato lo spirito del tempo della psicanalisi: e però, questo libro, Fama tardiva, incredibile a dirsi -soprattutto considerato il titolo-era rimasto totalmente inedito per tantissimo tempo e riscoperto ottant’anni dopo la morte di Schnitzler. La trama è, del resto profondamente schnitzleriana e bernhardiana: è la storia di un borghese che aveva in gioventù avuto velleità letterarie e poi si era lentamente lasciato andare alla consapevolezza di non avere talento. Ma la storia è incentrata sul tragicomico tentativo di rivalsa del protagonista, che, ormai vecchio, si fa convincere dall’adulatore di turno a frequentare di nuovo l’ambiente letterario. Un racconto ferocemente satirico sul talento e l’identità. Per Guanda dal 14 maggio.

5. Una spola di filo blu

In fine, l’ultimo libro che vi consigliamo, uscito appena il 30 aprile scorso, si chiama Una spola di filo blu. Anne Tyler è una prolificissima autrice americana di romanzi e racconti, tutti ambientati nell’area di Baltimora, anche lei titolatissima, perché qualche anno vinse il premio Pulitzer, autrice ultrasettantenne capace di minuziose e profonde descrizioni della vita familiare statunitense, anche questo libro, tradotto da poco, articola la sua riflessione sulla vita familiare. Pur considerata un talento, un’autrice solida, la critica americana su di lei si è talora divisa, accusandola di non essere la migliore costruttrice di psicologie romanzesche. Tuttavia, nel panorama letterario proposto da questo nostro Maggio in bloom l’avventura familiare proposta da Tyler, rappresenta una tappa importante, perché il suo lavoro è comunque un ottimo esempio di quel che è la cultura del romanzo: capace di farci entrare in mondi complessi, articolati, pieni di dettagli sottili che accendano d’interesse la quotidianità.

Anche stavolta è d’obbligo la ramanzina per cui siate voi a scegliere quali sono i migliori libri: maggio sta per partire-anzi, è già partito- e, che siate allergici o sani, potrete sicuramente trarre il giusto godimento da questi pezzi di letteratura che hanno attratto il nostro interesse e sicuramente hanno ottime potenzialità per attrarre anche il vostro. Nell’attesa di mille altre nuove primavere letterarie.