Non accenna ad abbassarsi il livello dello scontro tra Roma e Parigi, e rischia di sfociare in un caso diplomatico. Ieri pomeriggio è accaduto un episodio senza precedenti: l'ambasciatrice italiana è stata convocata dal ministero degli Affari esteri francese, per discutere delle dichiarazioni fatte nei giorni scorsi soprattutto dal vicepremier Luigi Di Maio in tema di immigrazione. Dichiarazioni che Parigi ha giudicato "inaccettabili" Per il vicepremier pentastellato la Francia non ha mai interrotto il suo ‘colonialismo' impoevrendo il continente africano, contribuendo così ad aggravare la crisi dei migranti. Per questo ha invitato l'Unione europea a punire i francesi con delle sanzioni. Il capo di gabinetto del ministro incaricato degli Affari europei, Nathalie Loiseau, ha dunque convocato l'ambasciatrice Teresa Castaldo, per discutere della questione. Ma il ministro degli Interni Matteo Salvini questa mattina, intervenendo a Mattino 5, ha rincarato la dose, appoggiando sostanzialmente le ragioni dell'alleato di governo: "Il problema dei migranti ha tante cause, c'è chi in Africa sottrae ricchezza a quei popoli e a quel continente e la Francia è tra questi. L'Italia no". In Libia, ha sottolineato, la Francia ha "interessi opposti a quelli italiani" e "non ha alcun interesse a stabilizzare la situazione". Dunque "ha poco da arrabbiarsi perché ha respinto migliaia di migranti, comprese donne e bambini, alla frontiera. Io ho l'orgoglio di governare un paese accogliente e solidale e che è patria del volontariato. .Lezioni di umanità e generosità da Macron non ne prendo".  

Il ministro ha ribadito che i migranti "si salvano, come ha fatto la guardia costiera libica, e si riportano indietro così la gente smetterà di pagare gli scafisti per un viaggio che non ha futuro, perché finisce o con la morte o con un'esistenza per le strade italiane", ribadendo che non consentirà ai barconi con i migranti e alle Ong di accedere ai porti italiani. "Più persone partono più persone muoiono – ha ripetuto quasi come un ritornello – Chi vuole bene all'Africa fa di tutto perché non partano".

Poi il ministro è tornato sullo scontro con il Fondo monetario internazionale, secondo cui l'Italia rappresenta un rischio per l'economia mondiale: "Questi signori non stanno bene, non ne azzeccano una. La nostra economia è sana. Il popolo italiano è fra i più risparmiatori del mondo – ha aggiunto – questi professoroni non hanno mai preso una previsione. Quante ne hanno azzeccate negli ultimi dieci anni? Zero". 

A proposito della legge sulla legittima difesa ha ribadito che verrà approvata entro febbraio: "Si tratta di una legge normale, che copia altre leggi europee, che non invita a sparare in mezzo alla strada. Una legge che non permette di comprare armi ma semplicemente prevede il fatto che se tu mi entri in casa o in negozio armato di giorno o di notte, ho il diritto a difendere me e i miei figli e lo faccio legittimamente senza perdere tre anni della mia vita girando per i tribunali italiani e pagando avvocati.Il rapinatore se la va a cercare e va in carcere. È il diritto alla difesa di chi viene aggredito". 

Mentre sul caso del baciamano ad Afragola, che il vicepremier leghista ha ricevuto in mezzo alla folla durante la sua visita, ha sottolineato: "Mi hanno attaccato ad Afragola dove un signore mi ha baciato la mano, apriti cielo! Mi valutano per le spillette o il pane e nutella che mangio o per i risultati? La prossima volta vengo in pigiama….". E ancora: "Per Renzi e Saviano il ministro dell'Interno non mangia e dovrebbe andare in giro nudo, perché non si può mettere giacche e camice. Le parole di Saviano mi scivolano addosso. E io non auguro mai il male a nessuno". Sulla spilletta della Lega ha detto: "La prossima volta, se volete, metterò la spilletta del Milan"