Il governo sta lavorando a una nuova manovra economica. In un'intervista concessa all'agenzia di stampa Adnkronos, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dichiarato: "Vedrò Juncker martedì prossimo a Strasburgo. Sto lavorando alla nostra proposta, sono ottimista. A Juncker ho detto che stiamo facendo di conto dovremmo vederci la settimana prossima, martedì a Strasburgo. Non posso calcolare le percentuali di riuscita, sarebbe improprio. Se non fossi ottimista non mi sarei seduto nemmeno al tavolo, non sarei andato perché è chiaro che già erano stati compiuti i primi passi per avviare la procedura d'infrazione e tutto lasciava presagire il peggio. L'ottimismo è quello della determinazione, della passione di difendere le ragioni dell'Italia. Se fondato, lo vedremo alla fine. Io confido che sia fondato. Sicuramente martedì ci confronteremo con Juncker con la proposta in mano, ora vedremo se anticiparla. Stiamo lavorando sugli ultimi dettagli, cercheremo di adottare qualche accorgimento per rafforzare il piano degli investimenti".

"Fitch ha abbassato le stime di crescita del Pil italiano perché non ha ancora visto la nostra proposta all'Europa, si ricrederà ed è chiaro che la manovra che stiamo facendo deve tener conto del trend strutturale, quindi le misure che adottiamo dovranno proiettarsi anche nel 2020 e nel 2021. Anche perché per tenere i conti in ordine è necessario guardare al dato strutturale". Per quanto riguarda il rapporto deficit/Pil, rispondendo a una domanda relativa a un ipotetico calo nel 2020 e 2021, Conte ha spiegato: "Certo, dobbiamo contenere il debito e anche il rapporto deficit/Pil 2020 e 2021".

Un passo indietro del ministro dell'Economia, Giovanni Tria? "Assolutamente no – replica il premier – non credo assolutamente che voglia dimettersi, non ce n'è motivo". A chi gli chiede se il fatto di non aver menzionato il responsabile di via XX Settembre nella nota di fiducia siglata da Di Maio e Salvini domenica scorsa sia stato letto come uno ‘sgarbo istituzionale', "d'accordo anche con Tria – risponde Conte – il negoziato lo conduco io. Questo non significa che chi prepara e lavora ai conti, il ministro dell'Economia, sia stato esautorato. Tria non è stato né deve sentirsi esautorato. Io sono il presidente del Consiglio, ho la responsabilità di esprimere l'indirizzo politico ed economico del governo. Quindi è ovvio che con Juncker l'interlocutore sono io".