I 5 stelle "vogliono far fuori chi ne sa più di loro per essere solo loro in campo, sono spinti dall'invidia e dall'odio sociale". Lo ha detto Silvio Berlusconi intervistato a Povera Patria in onda stasera su Rai2, parlando della norma sul conflitto di interessi. Se "non la fermerà la Lega interverrà la Corte costituzionale. Può essere una legge pensata contro Silvio Berlusconi, che fa paura ai 5 Stelle, ma non ne sono affatto preoccupato". Ieri è stato proprio il vicepremier Luigi Di Maio a rilanciare il tema, lanciando un appello a Pd e  Lega: "Noi vogliamo fare una legge sul conflitto di interessi: lo chiedo al Pd ma lo chiedo soprattutto alla Lega, siate coerenti con il contratto di governo".

La pentastellata Anna Macina ha annunciato che domani formalizzerà la richiesta di calendarizzazione della legge sul conflitto d'interessi che porta la sua firma: "Come già anticipato nei giorni scorsi, questa legge è nel contratto di governo e non può più aspettare". Ma il ministro degli Interni Matteo Salvini frena: "Non sono contrario in linea di principio – ha affermato in merito alla proposta dell'alleato di governo – Ma se mi si chiede se è un'emergenza nazionale, dico no. Ovunque mi chiedono di andare avanti con riduzione delle tasse e tagliare la burocrazia".

Il leader di Forza Italia, dopo aver subito un intervento chirurgico per un'occlusione intestinale, è tornato in campo per le ultime due settimane di campagna elettorale per le elezioni europee del 26 maggio: "Ho avuto tre settimane piene di guai come mai nella vita, ho avuto una ripresa fantastica e sento il dovere di essere in campo per l'Italia e l'Europa".

"La nostra missione di cambiare l'Europa parte dal cambiamento delle alleanze del Ppe con la sinistra europea, bisogna cambiare e costruire una alleanza con i conservatori, anche con Orban e Salvini, sperando che si accorgano che da soli non possono incidere su nulla. Con me nel Ppe riusciremo a fare il centrodestra europeo che lasci l'alleanza con il Pse. Lega e Fdi – ha continuato il Cavaliere – si sono resi conto che da soli in Europa, non appartenendo a nessuna grande famiglia europea, resterebbero nell’angolo e conterebbero poco o nulla".

La possibilità che Berlusconi e Salvini si ritrovino dalla stessa parte in Europa è stata confermata anche dal vicepremier leghista: "Un enorme abbraccio perché la salute, la famiglia, i figli, i nipoti vengono prima di tutto. E in bocca al lupo per questa battaglia che, in Europa, penso potremo combattere sullo stesso fronte; perché nel nome del lavoro, della sicurezza, della salute, dell'ambiente e della famiglia – se la sinistra sarà fuori finalmente dalle stanze del potere – magari cambia qualcosa anche in Europa", ha detto Salvini nel corso di un'intervista a "Povera patria", registrata sabato e in onda questa sera.