"La proposta di legge per l'abolizione del Cnel mercoledì arriverà in Senato. Un altro impegno del contratto di Governo che manteniamo, nell'ottica di restituire piena efficienza alle istituzioni. Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro si è rivelato un ente inadeguato agli scopi per cui era stato concepito, ed è ormai superato della dinamiche istituzionali che garantiscono la rappresentanza delle forze sociali", lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro. Ci aveva provato anche il governo Renzi, adesso la palla passa al governo Conte, intenzionato a riformare l'ente istituito nel 1947. Nei primi mesi del governo giallo-verde il ministro Fraccaro aveva già parlato di un provvedimento in agenda, per abolire il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, composto da 64 consiglieri, che da anni è sinonimo si sprechi pubblici: Fraccaro pensa anche a un eventuale referendum, come ultima chance, se non si dovessero trovare i numeri in Parlamento.

"Con il Governo del cambiamento – ha continuato Fraccaro – non ci può essere la difesa di poltrone ed enti inutili perché gli interessi dei cittadini tornano centrali. Oltre agli ovvi risparmi, questa riforma consentirà soprattutto di rendere più snello ed efficace il rapporto tra forze sociali e istituzioni. La funzione del Cnel potrà infatti essere sostituita dal rafforzamento della democrazia diretta e del ruolo del Parlamento, con lo sviluppo delle forme di partecipazione e un maggiore utilizzo delle attività conoscitive in sede parlamentare. Quanto alla sede dell’ente, la stupenda Villa Lubin, da parte mia auspico che diventi la Casa della partecipazione. Un luogo, anche simbolico data la sua storia, dove si possa essere informati circa i propri diritti politici e decisionali. Sarebbe un bel modo di restituirla ai cittadini".

"Il M5S annuncia una nuova riforma costituzionale per abolire un ente inutile: il Cnel. Eppure sono gli stessi che hanno gridato al colpo di Stato quando lo abbiamo proposto noi. Prima ti offendono, poi ti copiano. Chissà se un giorno chiederanno anche scusa", ha replicato su Twitter la deputata Pd Maria Elena Boschi, che da ministra delle Riforme aveva spinto quella costituzionale, che prevedeva tra l'altro l'abolizione del Consiglio nazionale dell'Economia e del Lavoro -, che venne poi bocciata nel referendum del 4 dicembre 2016. In quell'occasione i pentastellati votarono per il no. In questo caso, spiegano i pentastellati, anche in caso di referendum, la proposta di abolizione riguarda questo singolo organo, e non una riforma "onnicomprensiva".

Fino all'ottobre 2016 in effetti il Cnel non aveva prodotto molti risultati: nessuna delle sue proposte di legge era stata mai approvata. Ultimamente l'ente, forse per il timore dell'imminente soppressione ha prodotto più risultati, come segnala anche quest'articolo sul Fatto Quotidiano. Il 30 aprile scorso il Cnel ha presentato un ddl per "un organismo super partes che analizzi e valuti la produttività e la competitività del sistema-Paese, ne monitori gli sviluppi e proponga le politiche e le riforme necessarie a livello nazionale per il rilancio dell’economia". Il Comitato, "operante in 10 Paesi Ue e in fase di attivazione in altri 9, sarà composto da rappresentanti del Cnel e di diverse istituzioni pubbliche, nonché da esperti scelti tra persone di riconosciuta indipendenza, comprovata professionalità e qualificata esperienza a livello nazionale e internazionale. La sua istituzione – sottolinea l'ente – non comporta oneri aggiuntivi a carico della finanza pubblica". Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro si è candidato quindi come sede del futuro Comitato. Inoltre, si leggeva nella nota, "predisporrà e pubblicherà una Relazione annuale propedeutica alle analisi della Commissione europea effettuate nell’ambito del semestre europeo e della procedura per gli squilibri macroeconomici". Il 22 aprile invece era stato annunciato un disegno di legge per la realizzazione di un codice unico dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL), un documento da attuare in collaborazione con Inps. Non si sa ancora se questo basterà a garantirne la sopravvivenza.