A una settimana di distanza dal dramma della famiglia Filippone ancora non appare chiaro il movente che avrebbe spinto Fausto, manager di quarantanove anni, a uccidere prima la moglie cinquantunenne Marina Angrilli e poi la figlioletta Ludovica, di dieci anni, buttata giù da un viadotto dell’A14 a Francavilla a Mare. Un duplice omicidio che probabilmente Filippone aveva premeditato. Gli elementi finora raccolti dagli investigatori portano a escludere l'ipotesi di un raptus ma al contrario fanno propendere per l’ipotesi della premeditazione da parte dell’uomo che domenica 20 maggio prima ha ucciso la moglie lanciandola dal balcone di un appartamento a Chieti, poi la figlia di dieci anni buttata giù dal viadotto. Alla fine Filippone, dopo ore di trattative estenuanti, si è ucciso lanciandosi dallo stesso viadotto.

La telefonata tra Fausto Filippone e uno studente dell’appartamento di Chieti – Tra gli elementi che vanno nella direzione della premeditazione ci sarebbe anche una telefonata che venerdì Fausto Filippone avrebbe fatto a uno studente universitario che viveva nell’appartamento di Chieti in cui si è consumata la tragedia di Marina Angrilli. Due giorni prima del dramma l’uomo, come ricostruito dai media locali, avrebbe chiamato lo studente chiedendogli di lasciare la porta aperta perché avrebbe dovuto fare delle pulizie. Lo studente solitamente tornava a casa per il weekend e infatti domenica scorsa, quando Marina è caduta dal balcone dell’appartamento, non c’erano gli inquilini. Proprio sul balcone di quella camera Marina è stata portata forse con un inganno, è stata spinta ed è caduta nel vuoto. È emerso anche che i parenti della coppia non sapevano che quel giorno Marina e Fausto sarebbero andati nell’appartamento di Chieti e questo elemento sembra una ulteriore conferma del piano premeditato: Filippone aveva detto loro di dover andare a comprare una lavatrice.