Il titolo, a modo suo, mette in guardia. Ma a stupire, una volta aperto l'annuncio, è ben altro. A Chivasso, un comune di poco meno di 30mila abitanti in provincia di Torino, una famiglia ha scelto di affidare a un portale di inserzioni il proprio annuncio per trovare una baby sitter. "Cercasi baby sitter dal lunedì al sabato". Il titolo dell'annuncio chiedeva agli utenti di leggere bene il testo dell'inserzione. E, in effetti, la sorpresa arriva a metà lettura. Non prima di aver chiarito gli orari che l'aspirante baby sitter della famiglia torinese dovrà svolgere. "Il lunedì, il martedì e il sabato farà circa dalle 13 alle 18:30. Il mercoledì, il giovedì e il venerdì, invece, dalle 9 alle 18:30". Un totale di quarantacinque ore settimanali, con dei compiti ben precisi. "La persona – chiarisce l'annuncio – dovrà occuparsi della cura della bambina, cambio del pannolino, preparazione del pranzo e della cena". L'annuncio, a margine della spiegazione, parla anche della retribuzione. 350 euro al mese, tutto compreso. 

Ma non è tutto. Perché, aggiunge la famiglia che ha pubblicato l'inserzione, "per i primi giorni la baby sitter dovrà venire il lunedì e il martedì mattina per fare un piccolo inserimento con la bambina e vedere se si è compatibili". Insomma, quarantacinque ore settimanali di lavoro (più gli straordinari iniziali non retribuiti) per un totale di 1,94€ all'ora. E il web non ci sta. L'annuncio ha fatto il giro del web raccogliendo una pioggia di critiche. In particolare quelle apparse sulla pagina satirica di Facebook "Il signor distruggere". Qualcuno, a corredo del post, commenta: "Lo schiavismo è finito da un pezzo. Pagare, anzi sottopagare, una povera ragazza che deve lavorare sei giorni su sette dovrebbe farla vergognare. Un part time viene pagato molto di più. Mi auguro che nessuna accetti queste imbarazzanti condizioni lavorative". L'annuncio, dopo la bufera che si è scatenata sul web, è stato cancellato. Forse quel posto da baby sitter sottopagato è ancora vacante. O forse no.