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Caso Siri, le quattro domande del M5s alla Lega: “Deve fare un passo indietro e chiarire”

Il Movimento 5 Stelle, con un post sul blog delle stelle, torna a chiedere le dimissioni del sottosegretario leghista Armando Siri, indagato per corruzione, ponendo inoltre quattro domande ai suoi alleati di governo del Carroccio per chiarire alcuni aspetti della vicenda e sollecitare una presa di posizione.
A cura di Stefano Rizzuti
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Ha aspettato qualche giorno, ma alla fine il Movimento 5 Stelle ha ritenuto opportuno porre pubblicamente delle domande ad Armando Siri, sottosegretario leghista indagato per corruzione. E con un post sul blog delle stelle gli esponenti del M5s sono tornati a chiedere le sue dimissioni, ponendo inoltre quattro domande a lui e alla Lega. Nel post si spiega che il governo del cambiamento è tale solo se a cambiare è anche “un approccio alla cosa pubblica diverso da quello a cui ci ha abituato per decenni la politica che ci ha preceduto”. Per questo si citano alcuni casi del passato: Boschi, Consip, Frongia. E il Movimento spiega così tutte le sue prese di posizione su quei casi: “Lo abbiamo fatto perché i reati contestati e le situazioni di riferimento avevano un certo peso specifico. Ed è partendo da questo approccio che una forza politica può arrogarsi il diritto di parlare di questione morale e di opportunità politica”.

Secondo il M5s la politica “deve dare il buon esempio: nessuno può nascondersi dietro la presunzione di innocenza di fronte all’ipotesi di un reato di corruzione. Non può farlo, a maggior ragione, quando nella stessa inchiesta emergono legami con la mafia. Quando un politico viene accusato dalla magistratura di essere un corrotto, deve fare un passo indietro e chiarire. Si può difendere, è un suo diritto, ma deve farlo lontano dalla sua carica. È quel che è accaduto al sottosegretario Armando Siri. E quel che abbiamo chiesto, in virtù della nostra coerenza, è stato che si mettesse in panchina fino al chiarimento definitivo, che rinunciasse al suo incarico nel governo mantenendo comunque il ruolo di senatore”. Nel post si legge ancora: “Abbiamo aspettato qualche giorno prima di lanciare questo appello, e ci auguriamo che dalla Lega arrivi un segnale”.

Da qui le domande che il Movimento 5 Stelle pone ai suoi alleati di governo:

Questi sono fatti e circostanze che ci spingono a fare quattro domande alla Lega:

1. Quali sono i reali rapporti tra Siri, la Lega e Paolo Arata (l’ex parlamentare di Forza Italia, adesso responsabile del programma della Lega per l’ambiente che, secondo l’accusa, sarebbe vicino a Vito Nicastri, imprenditore indicato dai magistrati come “finanziatore” della latitanza del boss Matteo Messina Denaro?

2. Perché il sottosegretario Siri ha presentato più volte delle proposte, sempre bloccate e rispedite al mittente dal MoVimento 5 Stelle, per incentivare l’eolico (materie oggetto di interesse proprio di Paolo Arata)? Per quale fine?

3. Perché Siri si è contraddetto, cambiando versione più volte (quando è uscita la notizia dell’indagine per corruzione ha detto: “Non mi sono mai occupato di eolico in vita mia“. Poi ha ammesso di aver presentato una proposta di modifica alla legge sugli incentivi: “Me l’ha chiesto una filiera di piccoli produttori”. Infine, al Corriere, ha dichiarato: “Arata mi ha fatto una testa così e gli ho detto ‘va bene, mandamelo’ ”)?

4. Il figlio di Arata è stato assunto da Giorgetti presso il Dipartimento programmazione economica. Giorgetti sapeva che era figlio di Arata e dei rapporti del padre con Nicastri?

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