Non siamo più soli”. Sono le parole della madre di Stefano Cucchi, Rita Cucchi, dopo la svolta nel caso con il racconto da parte di uno dei carabinieri che ha assistito alla morte di Stefano. Ma anche le prese di posizione e la solidarietà espressa dal comandante generale dell’arma Nistri. “Ormai non siamo più soli, abbiamo l'arma al nostro fianco. Andiamo avanti più tranquilli, dopo dieci anni in cui tutti ci hanno abbandonato, prima eravamo solo noi ad abbattere quei numeri di gomma. Ora non più”, afferma in collegamento a Che tempo che fa, su Rai 1. Con lei anche il padre di Stefano, Giovanni, che ricorda: “Noi non abbiamo mai accusato le istituzioni, ci abbiamo sempre creduto nelle istituzioni e ne abbiamo avuto ragione”.

Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, parla invece di un “segnale importante”: “Ci sentiamo meno soli e meno traditi, oggi le dichiarazioni di vicinanza rappresentano un segnale importante. Dopo anni di battaglie giudiziarie la nostra famiglia è devastata, la sofferenza provata nessuna potrà toglierla”. Ilaria continua ancora: “Sicuramente è qualcosa di enorme, che ci scalda il cuore e ci toglie dall'isolamento, facendoci sentire meno soli e meno traditi. Ne abbiamo passate tante in questi anni. Queste testimonianze di vicinanza sono importanti per noi sia dal punto di vista emotivo, ma soprattutto dal punto di vista pratico…”.

La madre di Stefano ha poi nuovamente commentato: “Sentire anche se sapevi già quello che era successo perché il suo corpo già aveva parlato, ma rivivere, stare vicino a tuo figlio mentre lo massacrano è stato terribile”. Poi, ancora il padre: “Le cose da dire sono tante, innanzitutto bisogna ringraziare tutti quelli che ci hanno sostenuto, e sono tanti. Più di così non possiamo fare, ma soprattutto Stefano è la punta di un iceberg, ci auguriamo che questo esempio di tribunale, sia valido anche per gli altri. Purtroppo Stefano era uno degli ultimi che ha pagato con la vita e non doveva pagare”.