Il presidente dell'Inps, Tito Boeri, torna a lanciare l'allarme sulla manovra approvata pochi giorni fa dal governo M5S-Lega. Secondo quanto spiegato oggi durante un'audizione alla Camera sulle materie dell'equità previdenziale, con l'introduzione della "quota 100", l‘estensione di opzione donna e Ape sociale e il congelamento dell'età anagrafica a 67 anni per la pensione e il blocco dell'anziantià, "il conto per lo Stato è di 7 miliardi il primo anno, poi 11,5 miliardi nel 2020, 17 miliardi nel 2021 e nei primi dieci anni i costi di queste misure sarebbero di circa 140 miliardi".

"Le nostre stime ci dicono che fino al 2046 il deficit previdenziale aggiuntivo arriverà intorno a 400 miliardi, successivamente si cominceranno ad avere dei risparmi – insufficienti a colmare il distacco generato all'inizio – con impatto sul debito implicito complessivo di 117 miliardi di euro", ha aggiunto il presidente Boeri. "Un elemento importante è la mancata indicizzazione alla speranza di vita, tanto per il requisito contributivo che per quello anagrafico: significa lasciare costi importanti sulle generazioni future, è lo stesso richiamo che ho fatto nella passata legislatura. Dobbiamo pensare ai nostri figli".
"Quanto ci perde un lavoratore che va in pensione adesso con 62 + 38 rispetto che andare con una pensione piena a 67 anni? Premettendo che è un calcolo approssimativo, con quota 100 un lavoratore medio della Pa potrebbe perdere 500 euro al mese. Una persona retributiva fino al 2011 e che ha solo 7 anni di contributivo, con una retribuzione intorno ai 40 mila euro, quindi un lavoratore del settore pubblico medio, con 13 mila euro di contributi versati l'anno, con la pensione piena a 67 anni potrebbe maturare 250 euro in più dalla parte retributiva e altrettanti dal contributivo".

"Chi ha una pensione superiore ai 90mila euro lordi (il corrispettivo dei 4.500 euro netti al mese, ndr) sono 44mila persone, di cui 29mila interessate dal provvedimento. Si subiscono tagli in media dell'8% con punte del 23%" per un risparmio complessivo pari a circa 150 milioni di euro. "Come si arriva ad un miliardo in tre anni? Va chiesto a chi lo ha proposto", ha aggiunto Boeri. Secondo il presidente dell'Inps, infatti, per raccogliere 1 miliardo di euro in tre anni dal taglio delle pensioni d'oro bisognerebbe abbassare la soglia di intervento da 90mila euro lordi l'anno a circa 78mila euro lordi: "Così si farebbero circa 300 milioni di euro l'anno".