3 Marzo 2011
19:47

Yara Gambirasio e Daniel Busetti: la provincia di Bergamo piange i suoi figli

La provincia di Bergamo in queste ore è spezzata in due dal dolore per scomparsa di due ragazzi Yara Gambirasio e Daniel Busetti: due giovani vite spezzate in maniera triste e misteriosa.

Trenta chilometri separano Brembate Sopra da Martinengo, non li divide però il dolore per la perdita di due dei suoi figli: Yara Gambirasio e Daniel Busetti. Due ragazzi giovanissimi: 13 anni Yara e 20 Daniel, entrambi hanno salutato la vita con morti assurde. Yara, sparisce la sera del 26 novembre dopo la palestra; il suo cellulare risulta essere spento dopo 10 minuti dall’uscita dal centro sportivo dove si allenava in ginnastica ritmica, e dove quel pomeriggio si era recata per portare lo stereo, dato che quello della palestra era rotto.

Nei 92 giorni che hanno portato al ritrovamento del corpo a Chignolo due sono state le costanti, l’impegno dispiegato da inquirenti e volontari nelle ricerche e il riserbo dei genitori Fulvio e Maura Gambirasio. La soluzione della vicenda è sembrata lontana sin dall’inizio, i testimoni davano indicazioni confuse, tra tutte troneggia la dichiarazione di Enrico Tironi, il diciannovenne ascoltato dagli inquirenti nell’ambito delle indagini che ha più volte ritrattato la sua testimonianza fino ad essere giudicato inattendibile. Infine, il 26 febbraio la svolta: il corpo di Yara viene ritrovato a Chignolo dell’Isola senza vita , a 10 km da Brembate Sopra, ferita da 6 colpi e forse soffocata. Un epilogo crudele per il piccolo angelo di Brembate.

La storia di Daniel Busetti, originario di Martinengo, nonostante sia anch’essa segnata da un epilogo irreversibile lascia dietro di sé un senso di incompiuto, di intentato che forse rappresenta il più grande rimorso per chi ha provveduto alle ricerche. Daniel sparisce dopo aver causato un incidente d’auto: è la sera di sabato 19 gennaio e Daniel è in macchina con un amico, d’un tratto l’impatto con un’altra auto dove viaggiavano tre ragazze. L’impatto è violento e Daniel crede di aver combinato un macello, con questa convinzione, in stato di choc, si dilegua nei boschi. Da quel giorno saranno numerosi gli avvistamenti del ragazzo: prima all’ospedale d’Ivrea, poi nei pressi della comunità Damanhure e infine nei boschi del torinese; tutti i testimoni che lo hanno incontrato lo hanno rassicurato sull’entità dell’incidente, volantini sono stati distribuiti nei boschi vicini, ma è nulla è servito. Il cadavere di Daniel è stato ritrovato nel torrente Chiusella dal Saf (il nucleo speleo-alpino-fluviale) e dalle unità cinofile dei Vigili del fuoco nel pomeriggio del primo marzo, 3 giorni dopo il ritrovamento di Yara: era raggomitolato in posizione fetale quasi a volersi difendere dal freddo, pare infatti che Daniel è morto per assideramento. L’ennesima morte giovane e inspiegabile che si abbatte sulla provincia di Bergamo.

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