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Vittima di stalking perché raccontava online il percorso da transgender: due persone arrestate a Torino

Due uomini sono stati arrestati a Torino in seguito a una denuncia per stalking e minacce nei confronti di una persona transgender che era stata presa di mira per i suoi racconti online sul suo percorso per il cambio di sesso.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Stalking e ricatti nei confronti di una persona transgender che sui social raccontava la propria esperienza con il cambio di sesso. La polizia postale di Torino ha eseguito due ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip del Tribunale del capoluogo piemontese per due uomini di 30 anni. La vittima aveva denunciato le offese e le minacce ricevute online dai due con conseguente pubblicazione di dati personali su diversi canali.

Secondo quanto accertato dalle indagini, i due arrestati pubblicavano online registrazioni o dirette video nelle quali attaccavano la vittima con insulti e frasi di carattere transfobico, intimando alla loro vittima di interrompere la transizione e smettere di pubblicare online video in merito.

All'hate-speech erano seguiti anche episodi di stalking fisico, diffusione di dati anagrafici e ricatti online. Uno degli aguzzini si spacciava per un funzionario del ministero dell'interno, in grado di conoscere in ogni momento gli spostamenti della vittima e i dettagli della sua vita personale. Da qui, la paura di aggressioni online o peggio, di agguati fisici da parte di malintenzionati che potessero rintracciarla in città.

Più di un anno da incubo, secondo quanto reso noto, per la vittima che ha denunciato l'accaduto solo dopo aver sopportato per quasi due anni lo stalking.

Gli accertamenti svolti dalla Postale, sotto la direzione della procura di Torino, hanno consentito di incrociare una serie di tracce informatiche e di risalire ai due indagati: uno dei due era l'autore di una serie di dirette streaming di carattere denigratorio, mentre l'altro era in possesso di credenziali di accesso a banche dati contenenti dati personali della vittima in ragione della propria attività lavorativa. Per lui si ipotizza nei suoi confronti anche il delitto di accesso abusivo a sistema informatico o telematico.

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