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Vigilante morto nel cantiere delle Olimpiadi: cosa è emerso dall’autopsia su Pietro Zantonini

I primi risultati dell’autopsia su Pietro Zantonini, scomparso a 55 anni mentre era di turno per vigilare un cantiere olimpico a Cortina d’Ampezzo. Quella notte faceva molto freddo, le temperature si aggiravano intorno ai -15 gradi.
A cura di Susanna Picone
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Pietro Zantonini
Pietro Zantonini

Dall’autopsia effettuata sul corpo di Pietro Zantonini non è emerso un evidente legame con il gelo. Si parla infatti di un "evento cardiaco acuto", ma "difficilmente riconducibile" all'ipotermia dovuta alle bassissime temperature dove lavorava. Pietro Zantonini, vigilante di 55 anni, è morto la notte dell'8 gennaio scorso nel cantiere olimpico dello Stadio del Ghiaccio di Cortina D’Ampezzo, dove le temperature erano bassissime.

Il medico legale Andrea Porzionato dell'Università di Padova, incaricato dal pubblico ministero bellunese Claudio Fabris che sulla vicenda ha aperto un fascicolo dopo la denuncia presentata dalla famiglia dell’uomo, ha effettuato ieri l’autopsia necessaria per chiarire se il malore fatale per Zantonini sia stato causato dalle inadeguate condizioni di lavoro di cui l'uomo si era spesso lamentato coi familiari.

Condizioni di lavoro giudicate inappropriate per stare tante ore esposti alle gelide temperature notturne. In diversi messaggi e chiamate ai familiari, infatti, il 55enne aveva parlato di condizioni insostenibili spiegando anche che alcuni colleghi avevano abbandonato il lavoro proprio perché non riuscivano più a tollerare turni con temperature simili. "Era lì per mantenere la sua famiglia", aveva spiegato nei giorni scorsi il fratello a Fanpage.it. La notte in cui è morto il termometro segnava circa -15 gradi.

Dai primi risultati dell’autopsia, comunque, non emerge un evidente legame col freddo ma potrebbero essere necessari ulteriori accertamenti per escludere in maniera certa la correlazione tra il decesso e le temperature bassissime. Il consulente dell'indagato, rappresentante legale della ditta per cui lavorava Zantonini, è stato l'anatomopatologo Maurizio Rocco, di Udine.

L'Ulss 1 Dolomiti di Belluno ha intanto aperto anche un'indagine interna per verificare se il protocollo d'intervento sia stato rispettato dal Suem 118 durante i 12 minuti che sono trascorsi dalla chiamata di soccorso all'arrivo dell'ambulanza allo Stadio del Ghiaccio di Cortina D’Ampezzo.

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