Viene licenziato e per vendetta appicca un incendio nella Rsa dove lavorava: arrestato a Genova

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Immagine di repertorio
Un 44enne è stato arrestato a Genova dopo aver dato fuoco a un materasso nella Rsa dove lavorava. Era stato licenziato dalla struttura e avrebbe appiccato il rogo per vendetta. Le fiamme sono state domate dai Vigili del fuoco, nessun ferito tra gli ospiti e il personale.

Dopo essere stato licenziato, ha appiccato un incendio per vendetta nella Residenze sanitaria assistenziale (Rsa) dove lavorava. Il fatto è accaduto nel pomeriggio di ieri, mercoledì 9 settembre, a Genova, nel quartiere residenziale di Albaro. Protagonista della vicenda un uomo genovese di 44 anni.

Secondo quanto ricostruito, l'ex dipendente ha incendiato un materasso dopo essersi barricato all'interno di una stanza adibita a spogliatoio del personale. L'incendio è stato fortunatamente domato dai Vigili del fuoco che hanno evitato di mettere in pericolo gli ospiti e il personale della residenza.

A lanciare l'allarme, a quanto si apprende, sarebbe stato un ex collega dell'uomo che è riuscito ad allontanarlo dalla struttura e ha lanciato l'allarme, richiedendo l'intervento dei Vigili del Fuoco e dei Carabinieri.

Il 44enne è stato arrestato dai militari dell'Arma del nucleo radiomobile che lo hanno fermato in via San Martino, mentre cercava di fuggire dal luogo dove aveva appiccato il rogo.

Ora dovrà rispondere del reato di incendio doloso, punito con la reclusione da 3 a 7 anni. Disposizione che si applica anche nel caso in cui l'incendio venga appiccato alla "cosa propria, se dal fatto deriva pericolo per l'incolumità pubblica".

L'episodio ricorda quello avvenuto esattamente un mese fa a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso. Il 10 agosto scorso, infatti, un uomo di 45 anni è stato denunciato per incendio doloso dopo aver dato fuoco a un’abitazione.

Anche lui aveva appiccato il rogo, secondo quanto ricostruito, per "vendicarsi" di una cooperativa sociale presso la quale era impiegato e che alcuni giorni prima lo aveva licenziato.

I militari della stazione locale si erano messi sulle sue tracce e lo avevano fermato poco lontano dall'edificio. Dopo le formalità di rito espletate nella caserma dell'Arma, ne era stato disposto il trasferimento sanitario al nosocomio di Conegliano.

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