Realizzavano falsi posti di blocco, vestiti da carabinieri e con tanto di palette per l’alt, pettorine catarifrangenti e pistola a salve. Poi, quando riuscivano a fermare gli automobilisti, li derubavano prima di darsela a gambe levate con il bottino. È caccia in Toscana e Umbria a quella che è stata ribattezzata "la banda dell'Audi bianca", composta da tre uomini che si spacciano per militari e che tra sabato e domenica scorsa hanno messo a segno il loro piano a Tuoro sul Trasimeno (Perugia) e a Badicorte di Marciano della Chiana (Arezzo) dopo aver tentato un altro colpo a Sinalunga (Siena). Il gruppo si sposterebbe da un luogo all'altro lungo il raccordo autostradale Perugia-Bettolle con un'Audi R6 rubata giovedì a Montevarchi. Tra le vittime, ci sono una donna della provincia di Perugia e una coppia a Marciano, titolare di una nota attività di vendita di fiori e piante. Quest’ultima è stata colpita al volto con una gomitata lui e uno schiaffo, sono stati rubati un Rolex, una collanina, soldi e cellulari.

In un caso l'automobilista fermato è riuscito a scappare e a raccontare quanto era successo. "Mi hanno affiancato e puntato la torcia in faccia, ho visto la pettorina con la scritta carabinieri di plastica palesemente finta", ha detto alla stampa locale, aggiungendo: "Non mi tornava, ho continuato, sono passati dietro e hanno acceso dei finti lampeggianti blu da dentro la macchina che potevano sembrare veri. Io a quel punto ho dovuto accostare, perché ti si parano davanti". Per altro, hanno agito sempre con il volto coperto da berretti in testa e mascherine che ne rendono difficile l'identificazione. Al momento le ricerche sono concentrate tra Umbria e Toscana lungo il raccordo autostradale Perugia-Bettolle. Ma attenzione anche alle fake news che circolano sul web da ore, in particolare la notizia legata ad una foto che ritrae un’Audi bianca circondata da pattuglie dei carabinieri che risale però ad alcuni anni fa e che si riferisce alla zona di Brescia, riguardando tutt'altra vicenda. Altra segnalazione a carico di un uomo di Castiglion Fiorentino la cui foto è stata messa online additandolo come uno dei banditi e che però ha denunciato il fatto.