"Ha fatto resistenza e ci ha aggrediti", spiegano dalla questura. "Nessuna resistenza, gli sono stati addosso in tre e gridava dal dolore", raccontano i testimoni. Due versioni diametralmente opposte rispetto a quanto accaduto nella notte tra il 7 e 8 luglio davanti ad un bar di Borgo Nuovo, periferia di Verona: un uomo – 46enne veronese – continuava a pretendere alcolici e per questo i titolari hanno chiesto l'intervento della polizia, gli agenti l’avrebbero bloccato a terra sull’asfalto per almeno cinque minuti. Apparentemente inerme, almeno stando alle immagini di un filmato di uno dei presenti, pubblicato da Repubblica. Nel filmato si vede un poliziotto che gli tiene bloccati i piedi, l'altro la schiena, un altro il collo. L'arrestato – sotto lo sguardo di altri avventori del bar e di alcuni residenti della zona – grida, bestemmia. Si lamenta per la presa degli agenti che lo hanno ammanettato. Si sente una donna, che forse lo conosce, che gli dice "non gridare, respira". Un altro uomo, poi allontanato dalle forze dell’ordine, cerca di aiutarlo e altri dicono ai poliziotti di fermarsi, altrimenti "lo ammazzate".

"Ha rifiutato di mostrare i documenti – è la versione  dei poliziotti – e ha iniziato a inveire contro di noi. La situazione si è scaldata a tal punto che l'uomo ci ha aggredito fisicamente, tentando addirittura, spalleggiato da altri due avventori, di sottrarci le manette di sicurezza". Anche su questo punto, il testimone che ha filmato e ha riferito l'episodio a Repubblica fornisce un racconto contrastante: "Nessuna delle persone che ha assistito all'arresto ha visto l'uomo alzare le mani".

"Nessun abuso e nessuna violenza – precisa la portavoce della Questura – gli operatori si sono comportati in modo corretto e ineccepibile".

Stando a quanto ricostruito, il 46enne – ubriaco – continuava a pretendere dai baristi che gli vengano serviti alcolici. Da un paio d'ore continua a cantare e a gridare fuori dal locale. Così è stato chiesto l’intervento dei poliziotti, giunti sul posto con una volante.

"Lo hanno fatto appoggiare al bagagliaio – racconta il testimone, che chiede l'anonimato -. A un certo punto l'uomo aveva i pantaloni abbassati. Ho pensato a una perquisizione, benché anomala. Subito dopo lo hanno messo a terra. È arrivata un'altra volante. Vedendo quell'uomo tenuto fermo a terra che gridava – e sono trascorsi almeno cinque minuti – mi è venuto naturale filmare la scena. Che bisogno c'era di tenerlo così, in tre, dal momento che era già pancia sulla strada, ammanettato? Tutti avevamo visto che era ubriaco. A un certo punto ho pensato si stesse sentendo male…".

Nel comunicato della polizia diffuso l'8 luglio alla stampa locale ("Aggredisce due agenti di polizia: arrestato veronese di 46 anni") la ricostruzione dell'accaduto continua così: "Non c'è stato altro da fare se non arrestare il soggetto per resistenza. Una volta a bordo dell'auto l'uomo ha continuato a tenere atteggiamenti violenti, arrivando persino a danneggiare i vetri della volante contro i quali sbatteva le manette, nonché, una volta condotto in questura, a dare calci alla porta dell'ufficio nel quale era trattenuto". L’uomo è stato denunciato per resistenza a pubblico ufficiale (ha già un medesimo precedente alle spalle) e convocato per il giudizio direttissimo la mattinata di mercoledì 8 luglio; ora è in stato di arresto (convalidato dal giudice, che ha fissato l'udienza a dicembre).