Un sindaco non può, neppure se supportata dalla sua giunta, vietare l'arrivo dei migranti nel proprio comune. A stabilirlo una sentenza del Tar che ha annullato un provvedimento di Michela Rosetta, sindaca leghista di San Germano Vercellese, piccolo comune con poco più di 1800 abitanti. La prima cittadina si era opposta all'arrivo dei profughi approvando una delibera di giunta che prevedeva sanzioni amministrative per chi voleva affittare i propri immobili agli stranieri, con multe dai 150 euro ai 5 mila.

I giudici del Tribunale Amministrativo Regionale hanno accolto il ricorso di Marco Faccioli, dell'Associazione Radicale "Adelaide Aglietta", rappresentata e difesa dagli avvocati Vittorio Barosio, Gabriele Molinari, Marco Briccarello secondo i quali un simile provvedimento doveva essere varato dal Consiglio e non dalla Giunta. "Non accettiamo imposizioni  dalla Prefettura o enti privati" aveva detto la sindaca per giustificare le ragioni della delibera. Poi aveva aggiunto: "Siamo disposti a tutto per evitarle. Lo abbiamo così scritto in una delibera . È intollerabile che Prefetture, privati, organizzazioni (religiose e non), cooperative ed enti in genere facciano business con il sistema dell'accoglienza fregandosene dell'amministrazione comunale che, suo malgrado, si troverà costretta a gestire enormi problemi quando la grande maggioranza dei richiedenti asilo si scoprirà non avere diritto allo status di profugo, continuando a pesare sulle comunità locali". L'amministrazione comunale del borgo piemontese nei mesi scorsi aveva condotto una battaglia contro chi non pagava le tasse vietando di fatto l'utilizzo del parco giochi e della mensa scolastica ai figli dei cittadini inadempienti.