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Cambiamenti climatici

“Venezia tra i patrimoni dell’umanità a rischio a causa dei cambiamenti climatici”. L’appello UNESCO

L’UNESCO: “Il continuo sviluppo, gli impatti dei cambiamenti climatici e del turismo di massa rischiano di provocare cambiamenti irreversibili all’eccezionale valore universale di Venezia”.
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A cura di Davide Falcioni
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I cambiamenti climatici mettono a rischio l'esistenza di Venezia, così come oggi la conosciamo. A lanciare l'allarme è stato l'UNESCO, che ha chiesto di inserire la città nella lista dei Patrimoni dell’umanità in pericolo, sottolineando come "il continuo sviluppo, gli impatti dei cambiamenti climatici e del turismo di massa rischiano di provocare cambiamenti irreversibili all’eccezionale valore universale" di Venezia, che è stata riconosciuta patrimonio mondiale dell'umanità nel 1987. Al centro della raccomandazione degli esperti vi sono una serie di fattori, come la gestione del turismo di massa, lo sviluppo urbano eseguito senza valutazione di impatto, la presenza di un gran numero di imbarcazioni a motore e, in generale, i problemi ambientali della laguna.

Già due anni fa gli esperti della United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization avevano proposto di dichiarare Venezia in pericolo, cosa che l'Italia aveva scongiurato almeno temporaneamente vietando l'ingresso delle grandi navi da crociera nel bacino e nel canale di San Marco e in quello della Giudecca. L'inserimento potrà essere messo in atto solo dopo la votazione, prevista a settembre, dei 21 Stati membri del Comitato dell’organizzazione.

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"Il lavoro dell'Italia per proteggere Venezia è stato insufficiente"

Secondo l'UNESCO, il lavoro svolto dall'Italia per "proteggere meglio la laguna" è stato insufficiente. Emerge quindi, per gli esperti dell'organizzazione, la necessità di ulteriori "progressi significativi", in particolare quelli finalizzati a rendere il Mose "totalmente operativo". In generale, occorre una "strategia a lungo termine" per evitare "cambiamenti irreversibili" e "la perdita dell'autenticità storica". Tra i rischi maggiori che potrebbero minacciare l'integrità di Venezia ci sarebbero i progetti di sviluppo urbano e uno sviluppo turistico incontrollato.

La richiesta dell'UNESCO, tuttavia, non prevede per il momento di ritirare Venezia dalla lista dei 900 siti del patrimonio culturale mondiale: l'inserimento di un bene nella lista dei siti a rischio dovrebbe rappresentare uno stimolo ad agire. "L'Unesco ha delle responsabilità nei confronti dei siti classificati", indicano a Le Figaro dalla sede parigina dell'organizzazione. Se la raccomandazione dovesse essere approvata, l'Italia si ritroverebbe all'interno di una lista che include tra i 55 siti "in pericolo" l'Iraq, l'Afghanistan, la Libia, il Libano e l'Ucraina.

La reazione del Comune di Venezia

Il Comune di Venezia in una nota ha replicato: "In merito alla raccomandazione di UNESCO di aggiungere Venezia nella lista dei siti del patrimonio mondiale ritenuti in pericolo, Ca’ Farsetti fa sapere che leggerà con attenzione la proposta di decisione pubblicata oggi dal Centro per il Comitato per il Patrimonio mondiale dell’Unesco e si confronterà con il governo, che è lo Stato Parte con il quale l’Unesco si relaziona".

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