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Vania morta a 21 anni per malore in palestra, oggi l’autopsia: “C’era il defibrillatore ma non sembrava grave”

Sul corpo di Vania Vettorazzo, la studentessa di Preganziol morta mentre faceva pilates in palestra, oggi sarà condotta l’autopsia, richiesta dagli stessi medici dell’ospedale e autorizzata dalla famiglia per accertare la causa del decesso.
A cura di Antonio Palma
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Sarà l’autopsia che sarà condotta oggi a stabilire l’esatta causa di morte di Vania Vettorazzo, la 21enne di Preganziol morta martedì scorso dopo un improvviso malore mentre era in palestra a fare pilates con la madre a Casier, in provincia di Treviso. L’esame post mortem è stato richiesto dagli stessi medici dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso e autorizzato dalla famiglia senza nessun risvolto giudiziario. Si tratta infatti di un decesso tanto improvviso quando inspiegabile finora visto che la giovane non aveva mai dato alcun segno di sofferenza e non aveva nessuna malattia nota, secondo i familiari.

Anomala anche la sequenza che ha portato alla morte della studentessa in Statistica all’Università di Padova. Secondo quanto ricostruito finora, Vania ha iniziato ad accusare affanno pochissimi minuti dopo l’inizio della lezione di pilates. Respirava con difficoltà e si è fermata assistita dai presenti, poi ha iniziato a vomitare ma solo acqua. È stato allertato il 118 che ha inviato l’ambulanza sul posto e i sanitari hanno iniziato ad assisterla ma lei non ha mai perso conoscenza.

La palestra ha spiegato che la struttura è dotata anche di defibrillatore ma che nessuno ha pensato di utilizzarlo nell’immediatezza dei fatti perché non sembrava affatto una situazione grave. “All’inizio si pensava potesse trattarsi di una congestione. Anche parlando con la mamma, Vania non aveva mai avuto segnali o sintomi gravi” ha spiegato il gestore al Corriere del Veneto. Poi la situazione si è aggravata improvvisamente proprio mentre i medici dell’ambulanza la assistevano.

Vania è andata in arresto cardiaco, è stata rianimata e trasportata d’urgenza al pronto soccorso del Ca’ Foncello di Treviso dove i medici hanno tentato di tutto per rianimarla ma purtroppo si sono dovuti arrendere dichiarandone il decesso. Secondo il fratello, nei giorni precedenti aveva avuto una lieve influenza e qualche linea di febbre ma si era rapidamente ripresa completamente. Per questo la famiglia ha acconsentito subito all’autopsia prima dei funerali perché, come hanno spiegato alla Tribuna di Treviso,  “se da questo accertamento può arrivare una risposta utile a capire, o magari ad aiutare qualcun altro, allora per noi ha senso”.

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