Un amore smisurato per la montagna, una passione irresistibile che ha finito per costarle la vita ma che non ha mai preso sottogamba né in nessun modo rinnegato. Valentina Mora, morta mentre scalava la vetta del pizzo Andolla, in Val d'Ossola, due settimane fa in un post su Facebook scriveva parole che oggi sembrano un testamento a chi la metteva in guardia dai pericoli della montagna: "La vita va vissuta al 100%, senza risparmiarsi. Se in futuro mi si presenterà il conto sarò comunque felice di aver fatto tutto ciò che desideravo. Senza rimpianti". La ventottenne rispondeva in questo modo a chi le diceva di stare attenta mentre si avventurava sulle vette che tanto amava. Valentina, originaria di San Maurizio d'Opaglio, in provincia di Novara, da quelle montagne non riusciva a stare lontana.

Quella sua grande passione però sabato le è costata la vita. La ragazza, specializzata in informatica, faceva spesso escursioni in alta quota, sovente in solitaria. La sua passione era nota a tutti, visto che preparava con cura i suoi trekking allenandosi nei boschi del suo paese e seguendo i consigli di suo padre, come lei amante dell'alta quota. Valentina come molte altre volte era partita da sola sabato mattina dal rifugio Andolla, nella Valle Antrona, per raggiungere la vetta, ma quando la sera non è rientrata a casa i familiari hanno lanciato l'allarme.

Ieri mattina poco dopo l'alba è stata trovata senza vita, forse dopo essere precipitata, sotto la vetta del pizzo Andolla, in Val d'Ossola. Il corpo è stato recuperato dai tecnici del soccorso alpino della delegazione Valdossola e dalla guardia di finanza, che si erano messi da ore sulle sue tracce. "Siamo distrutti e vicini alla famiglia, per qualsiasi cosa", ha commentato la tragedia il sindaco di San Maurizio d'Opaglio Agostino Fortis.