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Covid 19
25 Novembre 2021
15:33

Vaccino Pfizer ai bambini, i pediatri: “Strumento efficace al 90,7%, genitori facciano scelta giusta”

Rocco Russo, coordinatore vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria (Sip), sul via libera di Ema alla vaccinazione Covid ai bambini dai 5 agli 11 anni a Fanpage.it: “Vaccino efficace, i benefici superano i rischi. Negli Usa l’hanno ricevuto già 3 milioni di bambini e non sono emerse criticità”.
A cura di Ida Artiaco
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"Bene l'ok dell'Ema alla vaccinazione Covid per i bambini dai 5 agli 11 anni. Il vaccino è efficace al 90,7% e i benefici superano i rischi. Ai genitori diciamo di fare una scelta di merito, sapendo che questo è un vaccino sottoposto ad una sorveglianza speciale perché è nell'occhio del ciclone, mai nessun prodotto come questo è sottoposto a continua sorveglianza in merito agli effetti collaterali". A parlare è Rocco Russo, coordinatore vaccinazioni della Società Italiana di Pediatria (Sip), che a Fanpage.it ha commentato il via libera dell'Agenzia europea del Farmaco alla somministrazione del vaccino Covid Pfizer-BioNtech alla fascia pediatrica 5-11 anni.

Dott. Russo, cosa rappresenta il via libera dell'Ema alla vaccinazione Covid per i bambini dai 5 anni?

"Significa molto. Abbiamo prima di tutto un vaccino che è stato approvato dall'organo regolatore internazionale, che ha valutato i dati di sicurezza ed efficacia al punto da estendere la raccomandazione della vaccinazione alla fascia pediatrica dai 5 agli 11 anni. Ovviamente segue l'approvazione di un altro organo, come l'americana Fda, che ha fatto lo stesso lavoro alla luce della visione dei dati sottoposti alla loro attenzione da parte dell'azienda produttrice del vaccino stesso. Già questo deve tranquillizzare il genitore di avere la garanzia di un risultato adeguato e in linea con le raccomandazioni e il quadro epidemiologico del momento".

Cosa dice ai genitori che hanno più perplessità rispetto alla possibilità di vaccinare i propri figli piccoli?

"A fronte di questi dati, ovviamente il genitore ha la possibilità di avere, dopo che è stato valutato dalla scienza e alla luce dei benefici dell'intervento vaccinale, questo strumento che è di grande valore per tutelare la salute dei loro bambini. È vero che se quest'ultimi vengono a contatto con il virus possono tranquillamente superare la malattia. Ma sappiamo anche ci sono dei bambini che sviluppano delle complicanze importanti, come la malattia infiammatoria cronica sistemica, situazioni di strascichi dei sintomi dopo l'infezione, ma soprattutto non sappiamo quali possono essere le conseguenze a lungo termine e i  danni da contatto con questo maledetto virus".

A chi dice che non si conoscono neanche gli effetti a lungo termine del vaccino cosa risponde?

"È una posizione rispettabilissima e che potrebbe essere condivisa se ragionassimo sul discorso del rischio. Il rischio zero non esiste, nessun prodotto e nessuna strategia è a rischio zero. Bisogna stabilire quale è il rischio minore da mettere in campo per cercare di contrastare una determinata malattia. Vogliamo correre il rischio di superare la malattia attraverso il virus con tutti gli annessi e connessi, oppure vogliamo permettere all'organismo di potersi difendere offrendogli delle armi per quanto riguarda la produzione di anticorpi specifici contro lo stesso virus in maniera tale da aumentare la possibilità di evitare il decorso della malattia? Il genitore deve fare scelta di merito, sapendo che questo è un vaccino sottoposto ad una sorveglianza speciale perché è nell'occhio del ciclone, mai nessun prodotto è sottoposto ad una continua sorveglianza in merito agli effetti collaterali".

Cosa ci può dire in merito a questi ultimi anche sulla base di quello che è stato osservato nei paesi dove la vaccinazione ai bambini già è partita?

"Negli Stati Uniti sono stati già vaccinati più di 3 milioni di bambini, in Israele pure hanno cominciato a vaccinare con questo prodotto che ha dato la possibilità di poter aver un dato di efficacia del 90,7%. Non è il 100% ma nessun vaccino ce l'ha. Ciò significa che questo vaccino, che viene somministrato ai più piccoli a dosaggio ridotto, di 10 microgrammi rispetto ai 30 che potrebbe fare il fratello più grande per intenderci, ha una adeguata risposta anticorpale e al momento, con tutte le dosi che sono già state somministrate, non sono emerse criticità per quanto riguarda in particolare manifestazioni di miocarditi che sono state riportate in adulti e adolescenti. Non è comunque stato stabilito nesso di casualità di diretto col vaccino, ma si tratta di manifestazioni rientrate in pochissimo tempo. Ben diverse sono le miocarditi successive all'infezione che nei bambini più grandi e negli adulti ha dato grossi problemi".

Quando arriverà in Italia il vaccino per i bambini?

"Credo che bisognerà aspettare fine dicembre, quando arriveranno le prime dosi. Poi il commissario dovrà fare la distribuzione sul territorio. Non è facile partire nell'immediato, poi attenderemo indicazioni dalla singole regioni nel mettere in atto le strategie vaccinali".

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