Uccise suo figlio con nove coltellate la notte di Natale: assolta
Era la notte di Natale del 2014 e Debora Calamai uccise suo figlio Simone Forconi, di soli 13 anni, con nove coltellate: oggi il Tribunale di Macerata ha emesso una sentenza destinata a far discutere. La donna è stata assolta perché incapace di intendere e di volere: non finirà in carcere, ma per i prossimi dieci anni dovrà rimanere in una struttura protetta. E' infatti stata ritenuta pericolosa sia per gli altri che per se stessa e dunque dovrà essere curata da un'equipe medica specializzata. Secondo la perizia psichiatrica stilata dal dottore Gabriele Borsetti di Ancona Debora Calamai era incapace di intendere e di volere a causa di un disturbo "schizoaffettivo bipolare".
Mario Cavallaro e Simona Tacchi, i legali che hanno difeso la donna, hanno ricordato che lavorava presso una casa di cura per anziani e già in passato aveva sofferto di gravi disturbi psicologici. Era separata dal marito e il piccolo Simone era stato dato in affidamento congiunto ai genitori. Il padre, Enrico Forconi, operaio di 40 anni, negli ultimi tempi aveva chiesto l’affidamento esclusivo del 13enne e il 30 gennaio la donna si sarebbe dovuta sottoporre a una visita per valutare le sue reali condizioni mentali.
A dare l'allarme la sera della vigilia di Natale erano stati i condomini del palazzo di San Severino Marche, dove la donna abitava, che avevano sentito le urla del ragazzino, che poco prima stava aspettando suo nonno paterno per trascorrere il Natale con i parenti del padre. A quanto pare la donna ha inseguito il figlio adolescente fin sul pianerottolo, colpendolo poi per nove volte con un coltello da cucina.