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12 Giugno 2021
23:31

Uccise il padre violento per difendere la madre: inizia il processo al 19enne Alex Pompa

Uccise il padre violento per difendere la mamma da un’aggressione: Alex Pompa, di 19 anni, è accusato di omicidio volontario con l’aggravante del legame familiare. Nel processo iniziato oggi 12 giugno la difesa vuole dimostrare che lo studente ha agito per legittima difesa. Si è costituito parte civile il fratello della vittima. “Siamo stupiti – ha detto l’avvocato difensore – perché proprio a quello zio Alex inviava richieste di aiuto”
A cura di Gabriella Mazzeo
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Aveva ucciso il padre violento nel giugno del 2020 nel tentativo disperato di difendere sua madre dall'ennesima aggressione in casa. Il processo ad Alex Pompa, studente di appena 19 anni, è iniziato nella mattinata del 12 giugno 2021. Il giovane aveva ucciso il padre 52enne Giuseppe durante una feroce lite avvenuta in casa con la moglie. Lo zio Michele si è costituito parte civile con il patrocinio dell'avvocato Federico Squartecchia. L'obiettivo è quello di dimostrare la legittima difesa nonostante l'accusa sia di omicidio volontario aggravato dal vincolo di parentela. "Di sicuro – spiega Alex – affrontare un processo del genere nella vita non è normale. Farlo a quest'età è ancora più difficile, ma confido nella giustizia".

"Siamo uniti e confidiamo nel nostro sistema giudiziario – ha ribadito la madre di Alex, Maria Cotoia, che gli è rimasta accanto per tutto il tempo delle indagini -. Mio figlio è uno studente modello e un ragazzo perbene. Di quella sera non conservo un bel ricordo, ma saremo vicini ad Alex sperando che la giustizia ci dia ragione". Con lui anche il fratello Loris che pure si è schierato al fianco della madre. "Siamo convinti di poter dimostrare che Alex abbia agito per legittima difesa. Sul suo cellulare ci sono immagini e audio che testimoniano la violenza che l'intero nucleo familiare era costretto a subire da anni" ha dichiarato l'avvocato Claudio Strata, difensore di Alex Pompa. "Ci sono quattro registrazioni di quella sera che dimostrano come l'incolumità del 19enne, di suo fratello Loris e della mamma Maria fosse in serio pericolo. Siamo sorpresi della costituzione di parte civile dello zio. Proprio a lui, infatti, i due ragazzi hanno inviato più di una volta richieste di aiuto". Le prossime udienze riguardanti il caso si terranno il 30 giugno e il 7 luglio.

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