Uccisa con un trapano nel 1995, chiesti 30 anni per il presunto killer di Luigia Borrelli: sentenza il 28 ottobre
Luigia Borrelli, infermiera di giorno e prostituta di notte, fu picchiata e uccisa con un trapano nel 1995 a Genova in un basso di vico Indoratori, nel centro storico. Un caso rimasto a lungo un ‘cold case' ma che ora, dopo decenni, potrebbe arrivare a una conclusione.
La pubblico ministero Patrizia Petruzziello ha infatti chiesto una condanna a 30 anni di reclusione per omicidio aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi per Fortunato Verduci, il carrozziere di 66 anni, accusato di essere l'assassino della donna.
Il processo per il caso, noto come ‘delitto del trapano', è cominciato oggi, martedì 8 settembre, con rito abbreviato davanti alla giudice per le indagini preliminari Martina Tosetti. La pm ha parlato per circa cinque ore. Alla requisitoria dell'accusa sono seguite le brevi conclusioni dell'avvocata di parte civile Rachele De Stefanis, che assiste la figlia della vittima.
"La pm ha proposto una requisitoria molto dettagliata – ha spiegato la legale – Io mi sono limitata ad aggiungere alcune considerazioni sul dramma vissuto dalla figlia Francesca che ai tempi aveva solo 19 anni ed è rimasta sola. Siamo certi della responsabilità dell'imputato e aspettiamo la sentenza con ottimismo".
Il carrozziere, assistito dagli avvocati Emanuele Canepa e Andrea Volpe, non era presente all'udienza. Il 25 settembre ci sarà l'arringa della difesa mentre è slittata al 28 ottobre la data della sentenza.
L'inchiesta, riaperta e chiusa diverse volte, aveva subito l'impulso decisivo due anni fa, quando l'uomo era stato individuato grazie al Dna estratto da una macchia di sangue trovata sulla scena del crimine, risultato compatibile con quello di un lontano parente, che si trova recluso nel carcere di Brescia.
Verduci, secondo la Procura e gli investigatori della Mobile e della Finanza, era ludopatico e afflitto dai debiti. Avrebbe ucciso Borrelli per rapinarla dopo averla picchiata brutalmente per poi finirla con un trapano.
Il carrozziere è un uomo libero visto che il gip, il Riesame e anche la Cassazione hanno respinto la richiesta della Procura di arrestarlo. Verduci è accusato anche del reato di autoriciclaggio, per il quale la pm ha chiesto la pena di un anno e quattro mesi di reclusione.