Maria Spinelli uccisa al rave in Svizzera, i legali dei genitori: “Distrutti ma colpiti dall’affetto dei suoi amici”

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Maria Spinelli
Sono in fase di risoluzione le pratiche burocratiche per il rientro della salma di Maria Spinelli, la 22enne uccisa in Svizzera da un killer all’uscita di un festival di musica techno. La mamma resterà all’estero fino al rientro della salma, mentre il papà è tornato in Italia dopo il riconoscimento. L’avvocato che lo segue, Bruno Gallo: “Abbiamo chiesto il volo di Stato, ancora non abbiamo notizie dal Consolato”.

Si trovava ad Aarau da pochi mesi Maria, la 22enne uccisa all'uscita di un festival techno nella serata di sabato. La giovane si era trasferita in Svizzera per lavorare e stava cercando la sua strada. Alla mamma raccontava di essere finalmente felice. "Quell'immensa gioia a me stonava dentro. Un presentimento? Forse", ha scritto in una lettera la donna, Gulminara Israilova, attualmente in Argovia dopo il riconoscimento della salma. Il papà della 22enne uccisa da un killer nella serata di sabato è invece rientrato in Italia. "È distrutto – racconta a Fanpage.it il suo avvocato, Bruno Gallo -. Non ci sono per ora aggiornamenti sul rientro della salma in Italia. Abbiamo chiesto allo Stato vicinanza, anche tramite un volo di stato per riportare Maria a casa. Siamo in contatto con il Consolato al quale abbiamo chiesto notizie, per ora però non abbiamo novità".

Il comune della 22enne ha mandato il certificato di nascita ad Aarau e bisognerà ora attendere l'adempimento di tutte le faccende burocratiche per il rientro della 22enne nel nostro Paese. Quest'oggi, come apprende Fanpage.it, le autorità hanno indetto una conferenza stampa per parlare del movente della strage avvenuta all'uscita di un festival techno. Nella serata di sabato, 5 persone sono rimaste ferite, mentre Maria è purtroppo deceduta.

L'aggressore è stato fermato 24 ore dopo il fatto: si tratta di un 43enne svizzero che, da quel che emerge, aveva problemi psichici mai debitamente curati. Sulla vicenda è in corso un'inchiesta. Il 43enne ha imbracciato un fucile d'assalto e la pistola che deteneva con tutte le probabilità come riservista, per poi sparare sulla folla oltre 30 colpi e fuggire nei boschi. La mamma della giovane ha fatto sapere di voler restare in Svizzera fino al rientro della salma. "Non tornerò a casa senza Maria, non ci sono parole umane per descrivere il dolore di una madre che perde la propria figlia, soprattutto ora, nel momento più bello, luminoso e vibrante della sua vita", scrive in una lettera.

La mamma della ragazza è assistita dall'avvocata Antonella Crudeli che a Fanpage.it ha spiegato che in questo momento si sta cercando di accelerare le pratiche burocratiche per il rimpatrio. "La mamma di Maria è rimasta molto colpita dalle attestazioni di affetto e di stima degli amici che sua figlia era riuscita a farsi in questi pochi mesi trascorsi in Svizzera. Per lei è stata la dimostrazione del fatto che era riuscita a lasciare un segno nel cuore di chi l'ha conosciuta".

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