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"Non volevo ucciderlo" ha detto, ma per Nancy Lucente, la donna che ha ucciso il marito a coltellate quattro giorni fa, l'accusa è di omicidio volontario. Lucente, 29 anni e due figlie, arrestata in flagranza di reato, è ora reclusa in carcere per l'omicidio aggravato del marito,  il 30enne Francesco Armigero, avvenuto sotto gli occhi delle figlie nello stesso condominio dove entrambi, separati, vivevano ad Acquaviva delle Fonti (Bari).

I fatti risalgono allo scorso 1° agosto, quando, nel corso di una lite con la nuova compagna del marito, è partita la coltellata. Secondo il racconto che la 29enne, difesa dall'avvocato Maurizio Tolentino, ha fatto al Gip, nell'udienza di convalida dell'arresto, la lite con la convivente di Armigero sarebbe scoppiata perché questa avrebbe schiaffeggiato una delle due figlie minorenni. Lucente, il suo ex marito e la di lui convivente abitavano nello stesso stabile, ma su due piani diversi e quella sera si erano ritrovati tutti e tre sulle scale. Proprio lì, al culmine di una burrascosa lite, Lucente riferisce di essere stata presa per i capelli e di aver ricevuto un pugno dalla vittima. A quel punto, secondo il suo racconto, la donna sarebbe entrata in casa e avrebbe preso il coltello da cucina con il quale ha poi ucciso l'uomo.

Secondo la sua versione dei fatti, Nancy Lucente avrebbe agito per legittima difesa, ma saranno gli esiti dell'autopsia e le testimonianze delle persone presenti (la convivente del marito, sua madre, la madre della Lucente e le sue figlie) a definire la dinamica dell'aggressione. In passato la donna aveva già denunciato il marito per maltrattamenti. Lucente si trova attualmente detenuta nel penitenziario di Trani, in attesa degli esiti delle indagini condotte dei Carabinieri, coordinate dal pm dal pm della Procura di Bari Francesco Bretone.