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La Spezia, trovato morto candidato sindaco Paolo Pazzaglia: era indagato per diffusione di video espliciti

Paolo Pazzaglia, 52 anni, più volte candidato sindaco di La Spezia, è stato trovato morto lungo la strada per le Cinque Terre. Lo scorso agosto la Procura lo aveva indagato per diffamazione, atti persecutori e revenge porn. La salma è stata affidata alla famiglia, indagini in corso.
A cura di Giorgia Venturini
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Tragedia a La Spezia, dove Paolo Pazzaglia, 52 anni, più volte candidato sindaco della città, è stato trovato morto. A lanciare l’allarme è stato un passante, che poco dopo mezzogiorno di ieri ha notato il corpo di Pazzaglia in una zona boschiva lungo la strada che collega La Spezia alle Cinque Terre. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti della Polizia, che hanno riconosciuto l’uomo e avviato le indagini.

Gli investigatori hanno subito ipotizzato che si sia trattato di un gesto volontario, considerata la posizione e il contesto in cui il corpo è stato trovato. La conferma è arrivata dall’analisi del medico legale, che ha escluso ferite o segni riconducibili a interventi di terzi. La salma è stata affidata alla famiglia: Pazzaglia lascia la madre, un fratello, una figlia e l’ex compagna.

Pazzaglia era una figura nota nella vita politica spezzina. Si era candidato alle elezioni comunali del 2017 e del 2022 con la lista civica “Spezia al Centro”, ottenendo alle ultime consultazioni appena lo 0,8 per cento dei voti, circa 300 preferenze. Pochi giorni fa aveva annunciato la sua intenzione di ricandidarsi alle elezioni del 2027.

Lo scorso agosto Pazzaglia era finito al centro delle cronache locali, quando la Procura della Spezia lo aveva indagato per diffamazione aggravata, atti persecutori e diffusione illecita di immagini e video sessualmente espliciti ai danni della sua ex compagna. L’inchiesta era coordinata dalla sostituta procuratrice Monica Burani. Pazzaglia aveva respinto tutte le accuse, denunciando un presunto furto di foto e video dal suo computer e precisando che il materiale finito al centro della vicenda era “privato” e conservato nella memoria del suo cellulare.

La notizia della morte ha immediatamente scosso la comunità spezzina. La vicenda di Pazzaglia, unita alle indagini della scorsa estate, lascia ora molte domande aperte e apre un capitolo drammatico nella storia politica recente della città.

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